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Shine On You Crazy Diamond, Pink Floyd (1974)

Non vi aspettate equilibrio, distacco o moderazione. Signore e signori, state per entrare nella cattedrale del rock, spegnete i cellulari e rimanete in silenzio.

Esagerato? Allora sentite questa. Che cosa sarebbe la teologia senza la Summa di San Tommaso? O la filosofia senza la Critica della Ragion pura di Kant? O la musica classica senza la Nona di Beethoven? E dunque, cosa sarebbe il rock senza l’arabesco musicale di una band di mancati architetti, ma di grandi musicisti? Shine On You Crazy Diamond è un itinerario che porta alla scoperta di un mondo diverso, dove follia e ragione, sentimento e intelletto si confondono e, nel momento di incontrarsi, producono la scintilla, l’intuizione dei segreti dell’esistenza.
Quando nel 1975, Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason registrano il concept album Wish You Were Here, vengono dal grandissimo successo di The Dark Side Of The Moon che li aveva imposti fra le grandi stelle mondiali della musica rock progressive. Dal punto di vista musicale il loro stile è ormai arrivato a piena maturazione, cosa che li distingue da tutti gli altri importanti gruppi del momento. Al punto che la loro parabola creativa non solo non ha raggiunto l’apice con The Dark Side, ma continua a restare in ascesa fino a The Wall del 1978, caposaldo di ciò che il fenomento rock del 900 ha lasciato alla cultura popolare di tutti i tempi. Dal punto di vista, invece, del “concept”, “Desidero che tu fossi qui”, prosegue il dialogo a distanza fra i quattro musicisti e il loro fondatore,  Syd Barrett, colui che aveva inventato  la loro cifra artistica e aveva dato un posto stabile e autorevole nella scena rock della fine degli anni 60. Syd aveva pagato la sua spinta creativa e la voglia inesauribile di sperimentare con l’equilibrio psichico, L’eccesso di acido lisergico, i cocktail di droghe male assortite, aveva  prodotto nel suo cervello lesioni irreversibili, al punto che, come una sorta di decisione dolorosa e inespressa, il gruppo decise di separarsi: “Andò così, raccontano i quattro sopravvisuti, semplicemente una mattina non andammo a prenderlo per le prove”. Il distacco fu preceduto da imbarazzanti concerti nei quali Syd improvvisamente si bloccava e rimaneva come inebetito, costringendo gli altri a proseguire senza di lui.
Ciò che i cinque maestri del rock progressive non si erano detti, un rapporto profondo di amicizia e consonanza artistica, è diventata fonte costante di ispirazione. Così con The Dark Side, il lato oscuro della luna, i quattro si interrogano sulla vita (Time) e sui falsi valori (Money), sul chi siamo di giovani inquieti (Us And Them)  e si rivolgono a lui (The lunatic is on the grass) per raggiungere il bellissimo finale dell’ultimo pezzo, “Eclipse”: tutto quello che accade nell’esistenza avviene in armonia sotto il sole, ma il sole è oscurato dalla luna.
Dalle metafore di The Dark Side, il dialogo con Syd ora diventa diretto. “Ricorda quando eri giovane e splendevi come il sole, splendevi, risplendi folle diamante, shine on you crazy diamond”, canta il poeta Waters, che è l’autore di tutti i testi dei Pink Floyd fino alla separazione del 1987. “Tu hai cercato troppo presto i segreti dell’esistenza, volevi l’impossibile”. Versi che si completano con quelli della ballata “Wish You Were Here”, l’altro pezzo immortale dell’album del 1975. Shine On You Crazy Diamond è rimasta sempre la suite d’apertura di tutti i concerti della band anche dopo la traumatica  uscita di Waters, per affermare la fonte originaria della musica Pink Floyd.

 

 

 

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there’s a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the cross fire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter, come on you stranger,
you legend, you martyr, and shine!

You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Treatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,
you piper, you prisoner, and shine!

 

 

 

 

 

 

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