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A Sky Full of Stars, Coldplay (2014)

Sarà per la scorpacciata di bandiere blu dell’Unione europea, sarà perché l’elegante gruppo londinese ama molto atmosfere rarefatte o lontane: sia come sia, ho scelto A Sky Full of Stars come pezzo guida del nuovo album dei Coldplay. Ebbene sì, lo aspettavamo questo benedetto  ultimo lavoro di quella che tutti pensavamo fosse l’erede dei grandi gruppi rock britannici, sedotti da quel pop rock “levigatissimo, capace di assumere piccole derive drammatiche e nervose”, come spiega  la voce omonima dell’Enciclopedia del Rock di Arcana. E per avere questo Ghost Stories uscito il 20 maggio 2014 preceduto da un concerto live che SkyTv (ancora lui) ha trasmesso in esclusiva per gli appassionati italiani, c’è di nuovo voluto l’effetto “divorce”. Cos’è l’effetto “divorce”? Ne ho già parlato in passato con Phil Collins, Sting e non solo con loro. E’ ormai accertato che la crisi matrimoniale di una rockstar è una fonte eccezionale di creatività musicale. Naturalmente la reazione alla crisi dipende dal carattere e dallo stile compositivo di chi la provoca o la subisce, ma il risultato artistico è sempre assicurato. Nel caso di Chris Martin il dramma amoroso, raccontano i bene informati, non è stato così travagliato e il rapporto con la splendida Gwyneth Paltrow che durava da dieci anni, si sarebbe saldamente indirizzato su una buona e tranquillizzante amicizia. Così Chris si è deciso a rispondere alle discrete pressioni del batterista Will Champion (per questo ringraziato pubblicamente come il principale artefice dell’unità di un gruppo che il gossip ha dichiarato più volte sull’orlo del collasso), ed ecco il frutto del loro lavoro in studio, come sempre prodotto collettivo, perché in questo gruppo non esistono veri gregari. Contenti dunque di poter riascoltare la voce di Martin, un po’ meno per la qualità della musica, le cui principali caratteristiche positive sono la pulizia, la precisione del suono, la capacità di tenere senza cadute un impasto sonoro ricco da un punto di vista tecnologico, ma semplice e gradevolissimo all’ascolto. In ogni caso è sicuramente vero quello che i quattro ex ragazzi della London University hanno dichiarato in occasione dell’uscita dell’album:  “siamo tornati allo stile dei nostri primi due album”. Il concept di Ghost Stories è un viaggio onirico fra i fantasmi  di ciò che resta dell’amore e dei sentimenti. Niente di drammatico, intendiamoci, anzi assolutamente consolatorio. Fuga dalla realtà? Per ora accontentiamoci di questo. Chissà se i quattro stanno per cominciare una nuova stagione artistica più piena e matura. Dei nove pezzi , vi raccomando sicuramente i primi due Always in My Head e Magic. Ma anche Midnight non è male. Il mio prescelto A Sky full of Stars può essere usato come demo per tutta la produzione dei Coldplay.

 

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