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Smoke On The Water, Deep Purple (1971)

Come nasce l’ispirazione di un gruppo rock? Che cosa fa sì che un riff, un giro di chitarra indovinato, si colleghi a un testo non banale in grado di colpire l’immaginario degli ascoltatori?

Ovviamente non esiste una sola risposta. Ciascuna band ha trovato il suo filone, fosse la letteratura popolare inglese dei primi Genesis, o la nostalgia del leader perduto per abuso di sostanze come i Pink Floyd di Dark Side. A volte è un’esperienza casuale, avvenuta collettivamente proprio mentre si va alla ricerca di spunti poetici e musicali. E’ accaduto per esempio ai Deep Purple che nel 1971 si erano recati a Montreux sul lago di Ginevra per registrare il nuovo album (che poi si sarebbe intitolato Machine Head)  e che assistettero a un incidente non troppo infrequente in quei tempi di session affollate delle band rock. Poco lontano dal loro albergo, dove erano approdati con il loro studio di registrazione mobile,  era in corso un concerto di Frank Zappa e i Mothers of Invention. Un avventato spettatore sparò un razzo che finì sul tetto del Casinò che prese fuoco.  Scoppiò un incendio abbastanza serio ed era uno spettacolo terribile e suggestivo allo stesso tempo vedere il fumo sull’acqua, come se fosse il lago a bruciare. E’ stato il bassista Roger Glover, la componente più alternativa del gruppo britannico, a raccontare in tante occasioni questa circostanza, dal momento che fu proprio lui a suggerire il titolo a quello che viene considerato il pezzo più famoso del gruppo hard rock. Così i cinque misero a punto il testo che altro non era che il racconto di quanto era avvenuto, su un riff di Ritchie Blackmore che Glover, con entusiasmo forse eccessivo paragona alla Quinta di Beethoven. Su un punto comunque ha ragione: semplicità e genialità vanno sempre insieme in una composizione dell’ingegno umano. I quattro colpi del destino della Quinta introducono in modo drammatico ai quattro movimenti della sinfonia più popolare del  musicista di Bonn, così come il riff di Blackmore riesce a calamitare l’attenzione e la voce di Jan Gillen, dai toni duri e taglienti, accompagna la storia di quell’incendio. Una storia tutto sommato assai banale, ma che nell’interpretazione diventa quasi epica, Un’epica del rock. I Deep Purple raggiunsero una tale autoconvinzione che Smoke On The Water fosse paragonabile alla Quinta del grande musicista tedesco, che decisero anche di suonarla in concerto. Con risultati alterni.

Smoke On The Water

We all came out to montreux
On the lake geneva shoreline
To make records with a mobile
We didn’t have much time
Frank zappa and the mothers
Were at the best place around
But some stupid with a flare gun
Burned the place to the ground
Smoke on the water, fire in the sky

They burned down the gambling house
It died with an awful sound
Funky claude was running in and out
Pulling kids out the ground
When it all was over
We had to find another place
But swiss time was running out
It seemed that we would lose the race
Smoke on the water, fire in the sky

We ended up at the grand hotel
It was empty cold and bare
But with the rolling truck stones thing just outside
Making our music there
With a few red lights and a few old beds
We make a place to sweat
No matter what we get out of this
I know we’ll never forget
Smoke on the water, fire in the sky

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