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Streets of Love, The Rolling Stones (2005)

Satanici, ribelli, tossicodipendenti: chiamateli come volete ma la gente del rock è stata protagonista  in tutti i grandi  eventi  nei quali ha vinto la volontà di pace e di comprensione fra i popoli. Gli ultimi testimoni sono stati i 400mila cubani che il 25 marzo scorso sono andati alla Ciudad Deportiva dell’Avana ad ascoltare il concerto che i Rolling Stones hanno loro voluto regalare tre giorni dopo che il presidente americano Barack Obama ha ufficialmente sancito la riapertura totale delle relazioni interrotte da 55 anni.

Così facendo Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts non hanno fatto altro che continuare una tradizione che ha visto le star mondiali contribuire ad avvicinare i giovani al di là delle frontiere imposte dalla  guerra fredda, o quelle segnate dalla ricchezza e dalla povertà. Le canzoni delle band internazionali, seppure vietate, erano anche nei paesi dell’ex blocco comunista il modo con il quale i giovani potevano esprimere il dissenso e la voglia di libertà. Così, quando la cortina di ferro è caduta uno dei primi segni del ritorno a relazioni normali e pacifiche sono stati i concerti che si sono tenuti per esempio a Berlino (The Wall di Roger Waters) o a Helsinki il 12 giugno 1993 che coinvolse 70mila persone provenienti da Finlandia e Russia e che vide il seriosissimo e prestigiosissimo coro dell’Armata Rossa cantare Happy Together dei  Turtles forse uno dei segnali simbolicamente più forti dell’apertura della Russia post comunista.

Ci sono stati poi i grandi concerti Live organizzati da Bob Geldof che hanno contribuito a sensibilizzare il mondo sulle tragedie della fame e della povertà in Africa. Gli Stones hanno aperto il loro concerto cubano con Jumpin’ Jack Flash, una canzone che scrissero nel 1968 e che fa parte del loro repertorio dell’origine: un grido di ribellione e di libertà, uno di quei pezzi sfrontati e capricciosi che caratterizzano la band storica ancora in attività. Ma più che l’irriverente  saltellante Jack Flash, i più saggi e maturi artisti britannici meritano un tributo più dolce e malinconico: “percorro i sentieri dell’amore e sono intrisi di lacrime”, cantano in Streets of Love pubblicato nel 2005 nel loro 22° album, “A Bigger Bang”.

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