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Sultans Of Swing, Dire Straits (1978)

Vi avevo promesso un terzo brano rock nel quale compare un assolo di sassofono da ricordare. Eccolo. E’ il brano di esordio del gruppo Mark Knopfler, uno dei più talentosi chitarristi dell’era rock.

In realtà nella sua versione prima e originale il brano non era eseguito altro che con le chitarre e la batteria, in stile fine anni 70. Ma se c’è un pezzo nella storia del rock che è stato continuamente sviluppato e migliorato è proprio quello che ha fatto la fortuna dei due fratelli tedeschi (ma David lasciò presto per tentare la carriera da solista) nati a Glasgow da padre ebreo sfuggito alle persecuzioni naziste. Così nei concerti dal vivo la band ha inserito una strumentazione sempre più ricca e complessa, la tastiera e, appunto, il sassofono, che raggiunge il suo apice nella loro apparizione al Live Aid del 1985. Quando fu creata, la canzone si distingueva soprattutto per l’assolo finale, assai più veloce rispetto all’andamento senza sorprese della prima parte. Mark deve a questo pezzo la messa a punto con grande impatto sull’ascoltatore del suo stile “fingerpicking”, cioè l’esecuzione con il pizzico delle dita e non con l’uso del plettro. Il risultato è quello che così viene descritto nel Dizionario del Pop – Rock: “Un prodotto semplivce e pulito che si stacca dai fragori imperanti dell’epoca; una chitarra suonata con sensibilità, una voce nebbiosa, turbata, brani che hanno la forza di restare nelle orecchie, in profondità. Sultans ha un’efficacia geniale”.

I Sultans Of Swing sono un gruppo jazz di impiegati londinesi molto bravi e talentosi, ma che non hanno nessuna aspirazione al successo e al pubblico e preferiscono esibirsi in un piccolo locale, con il risultato che tutto il loro sforzo non viene minimamente apprezzato da un pubblico provinciale  e distratto. I Dire Strais (guai seri) rimasero insieme fino al 1995, dopo che però negli ultimi anni erano di fatto i sessionmen del frontman Mark. In occasione del ventennale della loro costituzione pubblicarono l’album che conteneva i migliori brani della loro carriera e che intitolarono proprio con quello che aveva dato il via alla loro carriera.

 Sultans Of Swing

 Sultans Of Swing

You get a shiver in the dark
It’s been raining in the park but meantime
South of the river you stop and you hold everything
A band is blowing Dixie double four time
You feel all right when you hear that music ring

You step inside but you don’t see too many faces
Coming in out of the rain to hear the jazz go down
Too much competition too many other places
But not too many horns can make that sound
Way on downsouth way on downsouth London town

You check out Guitar George he knows all the chords
Mind he’s strictly rhythm he doesn’t want to make it cry or sing
And an old guitar is all he can afford
When he gets up under the lights to play his thing

And Harry doesn’t mind if he doesn’t make the scene
He’s got a daytime job he’s doing alright
He can play honky tonk just like anything
Saving it up for Friday night
With the Sultans with the Sultans of Swing

Amd a crowd of young boys they’re fooling around in the corner
Drunk and dressed in their best brown baggies and their platform soles
They don’t give a damn about any trumpet playing band
It ain’t what they call rock and roll
And the Sultans played Creole

And then the man he steps right up to the microphone
And says at last just as the time bell rings
‘Thank you goodnight now it’s time to go home’
and he makes it fast with one more thing
‘We are the Sultans of Swing’

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