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Sunny Afternoon, The Kinks (1966)

Furono loro i ragazzi di Muswell Hill, un sobborgo londinese, a tentare la prima opera rock della storia. Si intitolava Arthur or the Decline and Fall of British Empire, che non venne realizzata, ma le cui musiche anticiparono, seppure di pochi mesi, il Tommy dei Who.

Ma non è solo per questo che il gruppo dei fratelli Ray e Dave Davies ha il suo bravo posto importante nella storia del genere rock. Prima di tutto sono stati grandi musicisti. Partiti dal R&B e dall’indimenticabile riff di You Really Got Me, raggiungono un suono estremamente sofisticato e “vellutato” che è stata sempre la loro caratteristica, uno stile che li rende abbastanza unici sulla scena degli anni 60. Sono sicuramente la terza forza fra Beatles e Rolling Stones, ai quali sono forse superiori per quanto riguarda la qualità dei testi, grazie alla sottile vena contestatrice che sul palco può diventare anche rissa, ma che nelle parole viene trasfigurata letterariamente con grande maestria. Nell’album del 1965, KInda Kinks, Set Me Free è una dolce ballata, la prima di una serie che li renderà fra i  numeri uno per giri armonici e melodie. Ma è con l’album Face to Face del 1966 che “l’umoristico cinismo anti-establishment” di Ray Davies (Dizionario del Pop – Rock a cura di Enzo Gentile e Alberto Tonti) raggiunge la prima vetta. Fra le canzoni dell’album Sonny Afternoon è stata quella che ha avuto più successo, doppiata da Dead End Street, che è molto simile come costruzione musicale.

Come l’analoga canzone contemporanea dei Beatles  Taxman, Sonny Afternoon può essere definito “un lamento rock” per l’alto livello di tassazione che il governo di allora aveva imposto ai contribuenti britannici. Qualcosa che oggi in Italia possiamo facilmente comprendere. Insomma, l’esattore mi ha preso tutto, ma proprio tutto escluso questo pigro pomeriggio estivo assolato. Salvami ti prego, salvami da questa stretta che mi toglie il piacere della vita, tranne quello di starsene a oziare in un pomeriggio d’estate pieno di sole. I KInks di Davies lavorarono ad Arthur tre anni dopo: qui la decadenza dell’impero è arrivata quasi alla fase finale: Arthur ne osserva i vari aspetti (la fine dell’impero, la guerra, l’avidità e la povertà). Un’opera rock dai risvolti nostalgici che molto ha condizionato il progressive degli anni 70.

 

 

The tax man’s taken all my dough,
And left me in my stately home,
Lazing on a sunny afternoon.
And I can’t sail my yacht,
He’s taken everything I’ve got,
All I’ve got’s this sunny afternoon.

Save me, save me, save me from this squeeze.
I got a big fat mama trying to break me.
And I love to live so pleasantly,
Live this life of luxury,
Lazing on a sunny afternoon.
In the summertime
In the summertime
In the summertime

My girlfriend’s run off with my car,
And gone back to her ma and pa,
Telling tales of drunkenness and cruelty.
Now I’m sitting here,
Sipping at my ice cold beer,
Lazing on a sunny afternoon.

Help me, help me, help me sail away,
Well give me two good reasons why I oughta stay.
‘Cause I love to live so pleasantly,
Live this life of luxury,
Lazing on a sunny afternoon.
In the summertime
In the summertime
In the summertime

Ah, save me, save me, save me from this squeeze.
I got a big fat mama trying to break me.
And I love to live so pleasantly,
Live this life of luxury,
Lazing on a sunny afternoon.
In the summertime
In the summertime
In the summertime

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