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Tell Me, The Rolling Stones (1964)

Vi propongo un giochino senza grandi pretese. Concentratevi un secondo e pensate a qual è stata la canzone che vi ha fatti entrare nell’età rock della ragione. Il giochino è un po’ più difficile per i più giovani che il rock l’hanno poppato con il latte materno.

Ma per i babyboomers che ora sono in coda per andare in pensione, penso che la soluzione sia più veloce di una ricerca google. Il mio l’ho sempre saputo e ogni tanto mi ritorna in mente, ma ovviamente non è Battisti. Si intitola Tell Me ed è il primo del lunghissimo elenco di pezzi firmata dalla coppia Jagger – Richards, gli storici indistruttibili Rolling Stones. Perché sia il gruppo più satanico e longevico della storia del rock ad avere avuto un ruolo di disvelatore delle bellezze e delle rabbie del mondo, non è propriamente un fatto meritevole di saggi e approfondimenti critici. I cinque delle origini rappresentavano anche nei volti cattivi, mai solcati da un sorriso, la voglia di essere se stessi contro tutto e contro tutti. Siamo dei duri, cari miei, e ve ne faremo vedere delle belle. E poi il loro stesso modo di porsi, il loro comportamento strafottente, erano una costante dichiarazione di guerra al perbenismo, al conformismo, al tutto deve stare in ordine. “Lascereste che vostra sorella esca con uno Stone?”, era uno degli slogan del marketing del gruppo. Proprio agli antipodi di quei bravi ragazzi che erano i Beatles di quegli anni. Con una certa soddisfazione e molta simpatia per i perseguitati si seguivano alla televisione notizie dell’arresto di Richards e di Jones, dello scandalo di certe canzoni troppo allusive al sesso come Let’s Spend The Night Together. Almeno fino a quando fu trovato morto nella piscina di casa Brian Jones, il biondo, quello che ha avuto sei figli tutti rigorosamente illegittimi, ucciso da qualche bomba stupefacente dopo che era stato allontanato dalla band per divergenze insanabili. Dopo le cose cominciarono a cambiare: siamo alla fine degli anni ’60, altri gruppi entrano nell’Olimpo del rock e gli Stones portano avanti il loro onesto lavoro, prima di avanguardia, poi di mainstream e in fine di sopravvivenza musicale tutt’altro che patetica. Tell Me era l’unico pezzo firmato dagli esecutori contenuto nel loro primo album, The Rolling Stones; gli altri erano cover di brani famosi di “black music”, genere che li aveva fatti apprezzare dai discografici più attenti ai gruppi emergenti. Ma c’era anche un pezzo che Lennon e McCartney, (I Wanna Be Your Man), avevano scritto per loro, L’LP successivo, Aftermath, uscito pochi mesi dopo, conteneva anche la hit più famosa e più ballata degli Stones, Satisfaction, del 1964. Tell Me è una ballata popolare, ma l’esecuzione fa venire i brividi con frasi ripetute di amore perduto e invocato scandite dai colpi della batteria di Watts.

http://www.youtube.com/watch?v=wfYPNDGzJ-E

I want you back again
I want your love again
I know you find it hard to reason with me
But this time it’s different, darling you’ll see
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You said we’re through before
You walked out on me before
I tried to tell you, but you didn’t want to know
This time you’re different and determined to go

You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
I wait as the days go by
I long for the nights to go by
I hear the knock on my door that never comes
I hear the telephone that hasn’t rung
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me
You gotta tell me you’re coming back to me

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