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Teorema, Marco Ferradini (1981)

Un flusso di coscienza nel quale ragione e sentimenti dibattono sul grande tema dell’amare non riamati, della delusione e del tradimento. Teorema è uno dei pezzi più belli del canzoniere italiano e il merito è del felice incontro fra Herbert Pagani, autore del testo e Marco Ferradini, cantastorie scettico e malinconico delle pene d’amore. Teorema è come un madrigale che racconta del “combattimento fra l’angelo e il diavolo”, il buono e il cattivo, l’ingenuo e il cinico, su come riuscire a conquistare e conservare l’amore di una donna. Il dialogo naturalmente si svolge tutto nel cuore dello stesso amante deluso:  “No caro amico, non sono d’accordo, tu parli da uomo ferito”, dice la parte ragionevole .

Il consiglio saggio e rassicurante dell’angelo, in realtà, riesce a malapena a ridurre la forte tensione dell’inizio, quando sembra che il diavolo sia diventato una mammoletta (“cerca di essere un tenero amante, sii sempre presente risolvile i guai”) per concludere, invece, che è meglio trattarla male, non chiamarla, farla aspettare per ore dosando bene amore e crudeltà. Perché “chi meno amato più amore ti dà”.
In questa tenzone nessuna delle due parti ha ragione perché in realtà in amore “non esistono leggi in amore, basta essere quello che sei. Lascia aperta la porta del cuore vedrai che una donna già in cerca di te”.

Teorema fa parte di un album, Schiavo senza catene, che contiene quattro brani composti da Ferradini e Pagani nel 1981, con “un linguaggio semplice, raccontando storie vissute in prima persona”, come dice il Dizionario del Pop Rock. L’album fu accolto ottimamente dal pubblico e i brani furono trasmessi da tutte le radio.

 

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