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Terry’s Theme, Charles Chaplin (1952)

Quando il cinema era ancora arte individuale: musica, pantomima, balletto, recitazione, intreccio, teatro. Luci della Ribalta è l’ultima vera grande opera di un genio unico e solitario.

Chi ha visto il film The Artist, premiato con l’Oscar nel 2012, può apprezzare ancora di più la grandezza di Chaplin. Lo sviluppo tecnico del sonoro all’inizio degli anni 30 del Novecento aveva dato un colpo fatale al cinema muto, basato sulla pantomima, l’atteggiamento, il talento di comunicare con il gesto che non doveva essere né troppo artificioso né incomprensibile. Come tutti gli artisti di Hollywood, Chaplin si trovò di fronte alla necessità di riconvertirsi. Poprio mentre i produttori stavano passando in massa al sonoro, girò Luci della città, nel quale c’è l’uso perfetto della sincronizzazione della musica e degli effetti sonori, in una storia raffinatissima dove il maestro raggiunge il perfetto equilibrio fra comincità, sentimento e sofferenza, che è la forza della sua arte. Fu un successo straordinario in tutto il mondo, che si stava appena riprendendo dalla criisi del 1929. Con il Grande Dittatore del 1940, Chaplin realizzò un film sonoro, dove tuttavia la grottesca rappresentazione di Hitler e le vicende del barbiere ebreo riuscivano a contemperare perfettamente la pantomima del muto, le esigenze di recitazione, la musica e gli effetti sonori. Dopo la guerra, però, ormai il cinema sonoro aveva raggiunto un livello di genere composito molto più sofisticato e Chaplin doveva adeguarsi. Ci riuscì creando un pezzo di bravura per la caratterizzazione psicologica, la forza della sua maturità di uomo e artista, la perfetta conoscenza delle regole dello spettacolo. L’anziano clown Calvero, e Terry, la ballerina, sono due personaggi diventati archetipi dell’intreccio fra vita e spettacolo, fra i desideri e le speranze della giovinezza e la presa d’atto del tempo che svanisce e tutto diventa sogno e illusione, come ciò che avviene sulla ribalta del teatro.

Luci della Ribalta fu un grande sucecsso anche per la musica composta da Chaplin e lo fu anche negli Stati Uniti che avevano cacciato il genio inglese in piena ossessione anticomunista, anche se come ricorda nelle sue memorie, la radio non indicava mai l’autore di questo Tema di Terry, diventato poi Eternally nelle cover di numerosi cantanti fra i quali Petula Clark. Il brano fa parte di quei motivi musicali dolci e malinconici che hanno confortato e deliziato una generazione, come Ebb Tide, che un altro grande maestro el cinema, Federico Fellini, utilizzò nel suo documentario chapliniano I Clowns.

 

 

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