energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

The Great Gig In The Sky, Pink Floyd (1973)

Voi pessimisti, scettici da quattro soldi, fan di poca fede, eccovi clamorosamente sconfessati: il 10 novembre uscirà il nuovo album dei Pink Floyd, The Endless River, il fiume senza fine, l’album del 21mo secolo della più sofisticata band dell’epoca rock. E tanto per renderci ancora più sbalorditi e prepararci alle code per acquistare la nuova opera, si può già ascoltare in radio Louder than words, l’unico singolo cantato in un album tutto strumentale, scritto da Polly Samson, moglie di David Gilmour.

L’annuncio è arrivato come un Delicate Sound of Thunder, per riprendere il titolo di uno dei concerti epici dei Pink “watersless”, senza Roger Waters. Ma c’è da darsi dei pugni, se tanto tanto ci fosse mai passato dalla testa che quel che resta del gruppo fosse veramente andato in pensione e che questi venti anni passati dopo The Division Bell (1994), l’ultimo album, avessero infiacchito David Gilmour e Nick Mason, gli ultimi floyd. Già perché del frattempo (2008) se ne è andato in punta di piedi Richard Wright, il tastierista brillante coautore di tanti pezzi rimasti nella storia della musica, al quale questo “fiume infinito” è dedicato.

Impegnato in tanti concerti da solista, in un decennio che ha visto la pubblicazione di On The Island, memorabile quello in piazza Santa Croce a Firenze, nel 2007, Gilmour non ha mai negato recisamente l’idea di realizzare un nuovo album con il brand dei grandi successi. Rileggete le interviste degli ultimi anni: risposte forse evasive, ma mai la stessa decisa esclusione come quella che è sempre risuonata nelle parole di Waters alle domande su una possibile “reunion” del gruppo. Bastava e avanzava quella realizzata da Bob Geldof al Live8 del 2005, l’ultima volta che i quattro avevano suonato di nuovo insieme.

Ma è stato sicuramente l’omaggio al compagno scomparso la molla decisiva per questa rinascita, perché nelle musiche del fiume infinito c’è anche la mano di Wright, al quale è dedicato: “Le sue tastiere – viene spiegato nelle pagine web di presentazione di The Endless River – erano al cuore del Pink Floyd sound“. Del resto, a ripercorrere la storia della band, è ricorrente un’ispirazione fortemente legata al rapporto fra i quattro. La malattia di Syd Barrett, leader fondatore e creatore dei primi grandi successi, li portò a riflettere sull’amicizia, i colpi della sorte, e i grandi misteri dell’esistenza nei due grandi capolavori “The Dark Side of The Moon” e “Wish You Where Here.

Le liti furibonde che portarono Waters a uscire dal gruppo, videro in Rick Wright forse il personaggio più fragile, come dolce e introverso era anche il suo stile musicale. Dunque questo album “è un tributo pensato per lui“, ha detto Gilmour, “è un disco molto evocativo e, in diversi momenti, pieno di emotività. Ascoltando questa musica provo grande rimpianto per la sua perdita, e questa era l’ultima occasione per sentirlo suonare insieme a noi nel modo in cui sapeva farlo“. Si tratta di registrazioni realizzate durante le session di The Division Bell: “Abbiamo ascoltato oltre 20 ore di musica suonata da noi tre e abbiamo selezionato le cose su cui volevamo lavorare per questo album”, ha spiegato Gilmour, “nel corso dell’ultimo anno abbiamo aggiunto delle parti nuove, ri-registrato delle altre e reso attuale la vecchia tecnologia di studio di allora“.

In attesa dell’uscita, intanto si può ascoltare la clip di 30” nella quale risuona di nuovo il tocco della Fender di Gilmour.  Intanto noi risentiamo  The Great Gig In The Sky, forse il brano più suggestivo di The dark side of the moon, l’album che si apre con i battiti del cuore. Il tema del pezzo è la morte, introdotto dalle uniche parole del brano noto soprattutto per i vocalizzi, delle grida “cosmiche” di Clare Torry: “I’m not frightened of dying, anytime will do, I don’t mind… Why should I be frightened of dying? There’s no reason for it, you gotta go sometime” (Non ho paura di morire, in qualsiasi momento capiterà, non m’importa… Perché dovrei aver paura di morire? Non ce n’è ragione, prima o poi te ne devi andare.)

Foto: it.wikipedia.it – Richard Wright

 

Print Friendly, PDF & Email
Translate »