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The Scientist, Coldplay (2002)

I maestri britannici del rock dimostrano la loro vitalità lanciando sempre nuove band talentose e sempre in grado di produrre novità e conquistare orecchi e cuore.

Così all’inizio del terzo millennio sono apparsi i Coldplay con il loro primo album Parachutes hanno lentamente preso la scena del Brit Rock in tutto il mondo. Nati nel 1997 grazie al sodalizio fra Chris Martim e Jon Buckland, due studenti dell’University College di Londra con la passione per la musica. Ma è una storia che potrebbe essere raccontata in fotocopia quella della nascita delle band. Aspiranti architetti di Cambridge sono i fondatori dei Pink Floyd e i Genesis si sono conosciuti alla Charterhouse School, prestigioso college frequentato da rampolli della buona borghesia britannica. Ragazzi di talento che si incontrano e decidono di sfidare la sorte insieme. Martin e Jon associarono nell’impresa Guy Berriman e Will Champion e l’avventura cominciò con i primi concerti e il lavoro per Parachutes. La scena musicale naturalmente era alquanto ingombra e non sono mancate le critiche ai quattro di ispirarsi troppo ai Radiohead, o comunque di non avere un’identità musicale autonoma. Ma con il secondo album A Rush of Blood to the Head pubblicato nel 2002 divenne un best-seller e fu accolto molto favorevolmente dalla critica. In poco tempo i quattro divennero i favoriti fra le band del brit rock, alternative rock, fino a conquistare le platee di tutto il mondo. The Scientist fa parte del secondo album. Si tratta di una ballata concepita per pianoforte, dolce e misurata, cantata in parte in falsetto da Martin. Il testo allude a un uomo in piena crisi amorosa. Vorrebbe ricominciare da capo e intanto cerca di ottenere il perdono dell’amata:  “Come up to meet you/tell you I’m sorry/you don’t know how lovely you are.” E la scienza? Si capisce che il protagonista della canzone è uno che si occupa di numeri e di statistiche, ma i problemi della scienza e del progresso non gli stanno parlando “as loud as my heart”, altrettanto forte del mio cuore.

 

 

Come up to meet you, tell you I’m sorry,
You don’t know how lovely you are.
I had to find you, tell you I need you,
Tell you I set you apart.
Tell me your secrets and ask me your questions,
Oh, lets go back to the start.
Running in circles, coming in tales,
Heads are a science apart.

Nobody said it was easy,
It’s such a shame for us to part.
Nobody said it was easy,
No-one ever said it would be this hard,
Oh take me back to the start.

I was just guessing at numbers and figures,
Pulling your puzzles apart.
Questions of science, science and progress,
Do not speak as loud as my heart.

And tell me you love me, come back and haunt me,
Oh and I rush to the start.
Running in circles, chasing tails,
And coming back as we are.

Nobody said it was easy,
oh its such a shame for us to part.
Nobody said it was easy,
No-one ever said it would be so hard.

Im going back to the start.

 

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