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Trout Mask Replica, Captain Beefheart (1969)

Arte & follia: c’è forse arte senza un pizzico di follia?  E cosa rimane della follia se non la sofferenza privata se non c’è l’arte che di essa si nutre ma che da essa trae alimento per l’esistenza?  Parliamo di un artista che ha vissuto la sua parabola sul crinale estremo della sperimentazione, dominandolo con la sua personalità irruente e creativa. Don Van Vliet, meglio conosciuto con il suo nome d’arte Captain Beefheart , californiano di Glendale (Los Angeles),  fra gli anni 60 e 80 è stato protagonista del rock deviante e antagonista imbevuto – come afferma il dizionario del Pop – Rock di Enzo Gentile e Alberto Tonti di “utopia, aggressività e sentimento” che poi sono le tre virtù originali di questa musica.

Perché parliamo di lui in un settembre di speranze mediocri e di umori rasoterra? Perché è proprio di questi tempi che occorre riferirsi a figure di avanguardia, a quelle che aprono nuove strade. Il Capitano ha avuto per il rock esattamente questo ruolo. I suoi album, soprattutto quelli pubblicati per l’etichetta di Frank Zappa,  sono stati per questi decenni  come una sorta di miniera dalla quale in tanti hanno estratto idee e sonorità. La sua Magic Band, protagonista della scena rock underground,  ha esordito nel 1967 con Safe As Milk (tra i musicisti c’era anche un giovanissimo  Ry Cooder), “una polveriera di sarcasmo e rivoluzione”.

La base dell’ispirazione musicale è il blues, ma il Capitano ne manipola le armonie, creando musica completamente nuova. Dalla collaborazione con Frank Zappa  nasce quello che viene considerato il capolavoro assoluto di Van Vliet Trout Mask Replica (1969), album visionario e radicale oggetto di culto negli anni per tutti gli appassionati dell’avanguardia.  Le opere successive sempre interamente scritte da lui  (si racconta che tenesse un comportamento dittatoriale nei confronti dei suoi musicisti, al punto che la Magic Band cambiava continuamente il suo organico) hanno avuto alterne vicende per qualità e successo commerciale fino a Shiny Beast del 1978, l’album del nuovo corso e ai due ultimi Doc At The Radar Station (1980) e Ice Cream For Crow (1982) . Da quel  momento il Capitano lasciò la musica per dedicarsi completamente alla pittura. La sua prima mostra del 1985 ebbe un notevole successo.

Sulla copertina di Trout Mask Replica Beefheart  porta un cappello da quacchero e una maschera a testa di pesce. Chi può distinguere una carpa da una trota?

 

 

 

 

 

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