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Una Lacrima Sul Viso, Bobby Solo (1964)

Fu un piccolo scandalo, uno di quelli dell’Italia del miracolo economico, buono e innocuo, proprio di un’età che non era dell’oro (non esistono le età dell’oro) , ma certamente non era nemmeno quella del fango che abbiamo vissuto negli ultimi anni.

Bobby Solo, nome d’arte di Roberto Satti, romano, cantò nella finalissima di Sanremo 1964 in play back. Un peccato mortale, un’offesa imperdonabile al santuario del pop italiano. La punizione fu esemplare e inevitabile, la squalifica, anche se i discografici e i televisivi cominciarono a imparare che non è poi tanto importante vincere un festival se poi si fanno ascolti record e si vendono dischi come le cascate del Niagara. Per cui da quell’anno nacque anche una complementare industria dello scandalo, strumento sempre più raffinato del marketing.  All’Ariston Solo fu comunque perdonato: cantò la canzone fuori concorso in coppia con Frankie Laine, giustificando il tutto con un improvviso e irrimediabile abbassamento di voce. Il successo fu travolgente e immediatamente cavalcato con la produzione di un film con lo stesso titolo e decine e decine di apparizioni televisive.  La canzone del resto funzionava e anche il cantante. Solo aveva preso a modello Elvis Presley, che chiamava “il maestro”, si pettinava come lui e cercava di imitarne lo stile. Dunque era nel filone giusto negli anni dell’irruzione dei Beatles (in Italia i primi 45 giri dei Fab Four furono pubblicati nel 1963). Il paroliere, poi, era Mogol che cominciò a farsi conoscere per il suo talento che sarebbe esploso in coppia con Lucio Battisti che avrebbe incontrato l’anno dopo.  Il testo è già un chiaro esempio della capacità di Mogol.

 

 
Leggete questo passaggio:  Quella lacrima sul viso è un miracolo d’amore, che si avvera in questo istante per me, che non amo che te.
Da una lacrima sul viso
ho capito molte cose
dopo tanti tanti mesi
ora so cosa sono per te.
Una lacrima e un sorriso
m’han svelato il tuo segreto
che sei stata innamorata di me
ed ancora lo sei.
Non ho mai capito
non sapevo che – che tu, che tu
tu mi amavi ma, – come me,
non trovavi mai
il coraggio di dirlo, ma poi…
Quella lacrima sul viso
è un miracolo d’amore
che si avvera in questo istante per me
che non amo che te.

 

Foto: www.musicclub.it

 

 

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