energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Vecchio Frack, Domenico Modugno (1955)

Calma ragazzi. So benissimo che Nel Blu Dipinto di Blu, alias Volare, è la canzone italiana più famosa all’estero dopo O Sole Mio. Non sono completamente rimbambito. O almeno non ancora. Ma qui vi voglio parlare di questo masterwork, di un piccolo capolavoro dell’artigianato musicale d’autore. Anzi del padre di tutti i cantautori che hanno illustrato la penisola.

Cominciamo subito dal testo. Con poche pennellate ben date, Modugno ci racconta una storia complicata, di esistenza, solitudine, disperazione e morte. Non è intimista né psicologo, né entra nei meandri dell’animo umano. Semplicemente descrive, con dolcezza malinconica, con espressione lieve e comprensiva. La scena immobile e ordinaria: una notte, nessuno per la strada, l’ultima carrozza cigolando se ne va. Volgiamo lo sguardo e si vede il fiume che scorre lento, mentre splende la luna. Sarà lui il vero protagonista della storia, insieme a un uomo in frack . Niente si dice dell’uomo, tutto dell’abito che è assolutamente impeccabile: due diamanti per gemelli, la gardenia all’occhiello, il papillon di seta blu sul candido gilet, il cilindro e il bastone. Quell’uomo in frack sta dando silenziosamente l’addio a questo mondo fermo e impassibile, indifferente di fronte alla tempesta che si svolge dentro di lui.
Qui si conclude il primo atto. Nel secondo nulla cambia, se non il fatto che “nella luce bianca galleggiando se ne va un cilindro un fiore e un frack”. Non c’è apparentemente alcun evento traumatico: il frack scivola sotto i ponti verso il mare come una delle tante cose che trasporta un fiume nella sua perenne corsa verso la foce. Solo nei versi finali arriva la spiegazione,  la canzone racconta di un suicidio per amore: adieu al mondo, ai ricordi del passato, ad un sogno mai sognato, ad un attimo d’amore che mai più ritornerà.
Modugno ha spiegato di essersi ispirato alla vicenda del principe Raimondo Lanza di Trabia (marito dell’attrice Olga Villi) che nel 1954 si era suicidato, lanciandosi dalla finestra del suo palazzo romano. Ma il fatto di cronaca diventa una metafora di tutte le tragedie che nel mondo avvengono a causa delle pene d’amore. Mentre le stelle stanno a guardare. Inutile dire che il chiaro riferimento a un suicidio e all’attimo d’amore fece passare qualche guaio censorio al giovane cantante che cambiò i versi per renderli più commestibili ai guardiani di un costume ancora fortemente repressivo sulle verità umane.
Quando compone e registra Vecchio Frack, Modugno è ancora conosciuto più come giovane promessa del cinema e animatore  della radio che come astro emergente della canzone. Sarà proprio questo brano a rendere chiara a tutti la genialità di cantautore, che esploderà negli anni successivi, fino al trionfo di Volare, al Festival di Sanremo del 1958.

Vecchio Frack

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quell’ultimo caffè
Le strade son deserte
deserte e silenziose
un’ultima carrozza cigolando se ne va.

Il fiume corre lento
frusciando sotto i ponti
La luna splende in cielo
dorme tutta la città
Solo va
un uomo in frack.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
Un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
E sul candido gilet
Un papillon, un papillon di seta blu.

Bon nuit bon nuit bon nuit bon nuit
buona notte
Va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
Ad un gatto innammorato
che randagio se ne va.

E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
Si spegne a poco a poco tutta quanta la città
La luna si è incantata
sorpresa e impallidita
Pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.

Sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
E nella luce bianca galleggiando se ne va
Un cilindro
un fiore e un frack.

Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
Se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
Verso il mare se ne va
Chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frack.

Adieu adieu adieu adieu, addio al mondo
Ai ricordi del passato
Ad un sogno mai sognato
Ad un attimo d’amore che mai più ritornerà.

Foto: http://www.rockol.it/artista/Domenico-Modugno

Print Friendly, PDF & Email
Translate »