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Walk On The Wild Side, Lou Reed (1972)

Anche nel posticcio e infantile Man In Black III, che ha fatto una per fortuna breve apparizione nelle sale cinematografiche, c’è una sequenza che merita di essere vista. Una parodia esilarante della Factory di Andy Warhol, una officina di pezzi d’arte che ha condizionato il gusto, le scelte, la sensibilità di un’epoca.

The Factory di New York City è uno di quei fenomeni sempre resi possibile per la presenza di un leader geniale, che si manifestano raramente ma con regolarità. Quando – come direbbe Aldous Huxley – il caso vuole che la Provvidenza sia dalla parte di una comunità nella quale le persone creative e intelligenti sono attratte tutte insieme intorno a un’idea, in concetto, un cluster di immagini che anticipa il futuro. Se ne possono trovare ovunque di queste situazioni privilegiate (vi consiglio di scoprirne le cause nel libro di Domenico De Masi “La fantasia e la concretezza”). L’avanguardia nella musica alla Factory era rappresentata dai Velvet Underground, un gruppo rock che è quasi un caso unico: mai un band è stata unita per così poco tempo influenzando così tanto la ricerca artistica che sarebbe stata proseguita nei decenni successivi. Fu Lou Reed, un giovane laureato in giornalismo e scrittura creativa, nonché paroliere e poeta, a promuovere la nascita del gruppo che esordì nel 1966 con l’album The Velvet Underground & Nico, grazie soprattutto all’attenzione che Warhol pose su di loro, ispirando molti dei loro pezzi. L’album viene considerato dagli esperti come una delle opere più influenti nella storia del rock. Fra i protagonisti della Factory, i Velvet non ebbero tuttavia alcun successo commerciale e, di fatto, furono soprattutto il trampolino ideale per il decollo del loro front-man, Lou Reed che nel 1970 si avviò alla sua brillante carriera di solista. Il salto allo status di pop star avvenne nel 1972, quando Reed realizzò il secondo album, Transformer, coprodotto da David Bowie e Mick Ronson che contiene brani di grande interesse come Perfect Day, Vicious e Walk On The Wild Side, che è uno dei numerosi omaggi che Reed ha reso al suo maestro Warhol, e che parte con uno dei più famosi riff (giro di chitarra) della musica rock.
Take a walk on the wild side, fai una puntata nella zona selvaggia. Il testo racconta di personaggi reali conosciuti nell’atmosfera trasgressiva, libera e creativa, sessualmente ambigua della Factory. Holly si è depilata la gambe e da un lui è diventata una lei; Candy era la ragazza di tutti, ma non ha mai perso la testa; Little Joe non l’ha dato mai via gratis; Sugar Plum Fairy batte le strade cercando cibo per l’anima e un posto dove mangiare e Jackie è completamente fatta. Erano gli attori della rivoluzione sessuale, di costume, di gusto, d’arte, che ogni giorno si rappresentava nell’officina di Warhol e che Reed descrive con espressioni esplicite e crude, ma anche con affetto e gratitudine.

Take A Walk On The Wild Side

Take A Walk On The Wild Side (live)

 

Holly came from Miami FLA
Hitch-hiked her way across the USA.
Plucked her eyebrows on the way
Shaved her leg and then he was a she
She said, hey babe, take a walk on the wild side,
Said, hey honey, take a walk on the wild side.

Candy came from out on the island,
In the backroom she was everybody’s darling,
But she never lost her head
Even when she was given head
She said, hey baby, take a walk on the wild side
She said, hey babe, take a walk on the wild side
And the coloured girls go, doo doo doo, doo …

Little Joe never once gave it away
Everybody had to pay and pay
A hustle here and a hustle there
New York city is the place where they said:
Hey babe, take a walk on the wild side
I Said hey Joe, take a walk on the wild side

Sugar Plum Fairy came and hit the streets
Lookin’ for soul food and a place to eat
Went to the Apollo
You should have seen him go go go
They said, hey Sugar, take a walk on the wild side
I said, hey honey, take a walk on the wild side

Jackie is just speeding away
Thought she was James Dean for a day
Then I guess she had to crash
Valium would have helped that dash
She said, hey babe, take a walk on the wild side
I said, hey honey, take a walk on the wild side
And the coloured girls say doo doo doo, doo …

 

 

 

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