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E’ così che si uccide secondo Mirko Zilahy

Mirko Zilahy è, con la pubblicazione di E’cosi che si uccide,  al suo esordio come scrittore, pur con alle spalle una lunga esperienza di editor e traduttore. In questo romanzo giallo ci presenta un volto insolito ma ben adatto alla storia che ci racconta di Roma. La Roma non delle rovine classiche e gloriose dei tempi dell’Impero,ma la Roma delle rovine ben più vicine ai nostri tempi. Ambienta ibfatti la sua storia tra gli scheletri ormai arrugginiti e cadenti dei vecchi capannoni industriali, ormai in disuso e abbandonati, ricettacolo di disperati e vere e prorie discariche. 

Zilaky adopera queste rovine come inquietanti fondali dio una vicenda horror, assai inquietante che appunto si svolge tra il mattatoio del Testaccio, il gazometro della riva Ostiense, il centro nucleare di Latina. In questo scenario desolato e sotto una pioggia battente che cancella ogni traccia viene ritrovato il corpo di una donna seviziato e squartata, le è stata tagliata la lingua, una messa in scena allucinante di cui non si comprende il significato anche se è evidente la volontà di lasciare un messaggio.

Il caso viene affidato , al commissario Enrico Mancini, il miglior esperto di delitti seriali della polozia romana, anche se dopo la morte della moglie il suo equilibrio mentale e psichico sembra messo a dura prova pur se i colleghi che lo affiancano stravedono per lui. Zilahy via via che la vicenda procede e  le morti si succedono sembra voler costruire un  giallo classico perché alla fin fine assistiamo alla sfida tra uno psicopastico e un poliziotto e gli stessi forniti al poliziotto sono forniti anche al lettore come appunto prescrivono le regole del giallo classico.

Ma l’autore va oltre contando molto sull’atmosfera di decadenza della città con le sue rovine, non importa se vecchie o nuove anzi diremmo volutamente “nuove”quasi a significare una città ormai completamente decaduta, rovinata che non ha saputo cambiare in un’epoca fallimentare sotto tutti i punti di vista.Un’atmosfera cupa e opprimente a cui corrisponde un tempo atmosferico altrettanto opprimente, quasi a significare il fallimento di un’era e la necessità di cambiare tutto,.Dalla Roma solare di tante storie ecco questa Roma fredda, buia, priva di colori quasi a voler ricordare i glalli di produzione scandinava.

In tutto questo sembra farla da padrone il Male, che opprime sempre più protagonisti e lettori. Il libro è stato preceduto da una grande attesa, accompagnato da un intenso battage pubblicitario anche per la curiosità per come uno scrittore non di genere, anzi addirittura un esordiente, affronta la scrittura di genere. Zilahy ha scrirtto un thriller ben strutturato e ben scritto basandosi essenzialmente su tre protagonisti, il Commissario, il Killer e la città di Roma viva ma di una vita diversa dai soliti stereotipi. Su questi punti fermi si innestano vari registri narrativi tutti ben dosati, passando dall’azione pura ai passaggi assai ossessivi e ricchi di risvolti psicologici.

Dicevamo dei protagonisti, Enrico Mancini è stato un ottimo poliziotto, ora è accompagnato dai fantasmi del passato il che lo rende particolarmente vulnerabile tant’è che lui medita addirittura di lasciare l’indagine  E ‘ un uomo sconfitto e tormentato, certamente a disagio difronte al comportamento di  chi lo sfida con una serie di efferati delitti.

Il secondo protagonista è appunto il serial Killer che si muove scopertamente lasciandi indizi su indizi, e ci si può chiedere
se è un folle che vuole affermare il suo ego o è pur sempre un feroce omicida che però vuole mostrare qualcosa. E qui il nostro autore corre forse il rischio di rendere anche troppo…umano il pluriomicida.

Terza protagonista naturalmente Roma, più buia e livida del solito, flagellata dalla pioggia , anzi va detto che l’acqua ha una
sua importanza in questa storia con la visione del grande fiume, di canali delle spiagge una storia dove tutto è molto friabile, senza tracce, e quindi cosa meglio dell’acqua a rappresentare questa immagine della città. Marco Zilahy un nuovo acquisto per la letteratura di genere un genere che non tramonta mai e trova sempre nuove forze.

Foto: www.gasometro.it

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