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Il noir francese

Tra i grandi personaggi della letteratura noir francese va annoverato senz’altro Leo Malet ormai scomparso da una ventina d’anni creatore di un detective privato di gran successo, come Nestor Burma. Proprio recentemente è stato ripubblicato per le edizioni Fazi ” Le acque torbide di Javel” .

Questa riscoperta subito ben accolta da tanti lettori ci permette anche di ricordare l’importanza del noir in Francia. In verità “noir” fu il termine con il quale i critici francesi definivano il cinema degli anni Quaranta e Cinquanta negli Stati Uniti. In senso letterale noir significa nero, misterioso e il termine fu adoperato per definire il romanzo nero che non era altro che una variante del genere letterario poliziesco , che certamente aveva molti punti comuni con  il genere hard boiled nato in America negli anni Venti.

Genericamente in Francia la letteratura che si occupa di criminalità viene detta “polar” che quindi include un po’ tutto, dal giallo classico al noir metropolitano al giallo d’azione. Molti vedono nella letteratura francese i precursori del noir come genere letterario del resto in molti autori da Zola a Balzac a Hugo si trovano tanti elementi tipici del noir , l’eroe solitario che combatte contro il destino, le congiure dei potenti a danno dei poveri, i poteri occulti di società segrete, la corruzione, la mancanza di giustizia il trionfo del criminale.

E per venire a autori più vicini ai nostri tempi se consideriamo Georges Simenon tanti dei suoi romanzi hanno protagonisti senza alcuna morale, inquietanti spesso veri e propri geni del male. Un altro scrittore importante fu Boris Vian, che tra l’altro fu il traduttore di uno dei più grandi esponenti dell’hard boiled americano, Raymond Chandler , e in questa veste contribuì ad accrescerne la conoscenza e la fama in Francia. Vian con lo pesudonimo di Vernoin Sullivan firmò 4 thriller del genere hard boiled, libri assai crudi , che ebbero anche delle noie con la censura.

Intanto si affermava sempre il legame tra cinema e letteratura noir, così grandi successi cinematografici come Grisbi (1953) e Rififi (1954) devono far ricordare che erano tratti rispettivamente dai romanzi di  Albert Simoni e August Le Breton. E successivamente possiamo ricordare Fino all’ultimo respiro di Godard e Le Samourai di Jean Pierre Melville (noto come Frank Costello, Faccia d’Angelo).

Tornando alla letteratura va ricordato Jean Patrick-Manchette considerato il vero innovatore degli anni Settanta con una scrittura assai nervosa e scintillante egli può essere considerato uno scrittore dell’hard boiled. Va aggiunto che la sua opera ha avuto un forte connotato sociale con una connotazione dichiaratamente di sinistra, ma molto interessanti erano le sue storie, certamente violente, ma da apprezzare perché analizzavano a fondo la condizione umana della società francese.

Se lui può essere anche essere considerato un esponente del noir metropolitano Jean Claude Izzo è il fondatore del ” noir mediterraneo”dove si accomuna il messaggio sociale all’intrigo poliziesco, un genere dove la grande bellezza del Mediterraneo è contaminata dal crimine che si incontra in  questa zona.  Izzo è ricordato per la triologia con protagonista Fabio Montale potremmo ricordare Vazquez Montalban a Barcellona in Italia si va da Carlotto a Morchio a Carofiglio e altri ancora.

Il noir al giorno d’oggi gode di una grande popolarità, sia in Francia che in Italia , escono molti libri di genere, se ne parla in convegni, festival , incontri dove il romanzo poliziesco è sempre ospite di assoluto riguardo. E questo anche perché la letteratura gialla o noir che sia è sempre una delle chiavi più usate per raccontare l’attualità.

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