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L’Angolo del giallista

E’ uscita recentemente una nuova collana di gialli, “Giallianglosassoni”, primo titolo pubblicato “L’enigma dell’Alfiere” di S.S.Van Dine, un libro del 1928 della serie con protagonista Philo Vance. Può meravigliare che si progetti una nuova collana di gialli investigativi si vada così indietro nel tempo, ma la stagione dei grandi classici dei romanzi investigativi è talmente ricca di grandi titoli che può anche non meravigliare che in un’epoca come la nostra dove forse la quantità dei  titoli è superiore alla qualità del prodotto.

Il periodo del Novecento tra gli anni Venti e gli anni Trenta appartiene alla c.d. ” Golden age” dei romanzi investigativi Fu un periodo in cui si palesarono tantissimi autori di razza, da Wallace a Van Dine da Biggers alla White, tanto per citare alcuni dei nomi che compaiono in questa nuova raccolta.

Oggi nel classificare la produzione letteraria gialla quasi si è perso di vista una delle regole fondamentali della letteratura gialla, ovvero l’individuazione con le giuste motivazioni di un colpevole mentre con l’avvento del noir si è data più importanza all’atmosfera, alle circostanze, alle cause di un delitto, di un crimine che non alla ricerca dell’assassino, anzi si è anche voluto evidenziare il suo punto di vista
Il gruppo di giallisti che ci vengono richiamati alla memoria ci fa riscoprire il giallo deduttivo, l’indagine , la sfida tra l’investigatore e il colpevole, sfida che l’autore estendeva l lettore, disseminando la trama
di indizi, ponendo appunto il detective e l lettore sullo stesso piano.

Ecco cosa era il giallo classico, il giallo “deduttivo”, che oltre tutto era codificato da una serie di regole sul come scrivere un buon mistery. Fu proprio S.S.Van Dine a scrivere le “Venti regole per scrivere romanzi polizieschi”, un vero e proprio catalogo a cui gli autori di giallo del tempo si sono sempre attenuti.

Modi di scrivere e regole certamente intonati agli anni Trenta, Van Dine aveva creato un investigatore “intellettuale”come Philo Vance che era un po’ l’…omaggio a una concezione del detective che basava
tutto il suo lavoro sul ragionamento, sulle…cellule grigie. Poi arriverà Chandler con il suo Marlowe, è l’avvento dell’hard boiled, con il giallo d’azione, con l’investigatore che picchia e ne prende, che
beve, insomma un uomo molto vivo ma altrettanto efficace e abile.

Vogliamo infine dare un piccolo cenno al libro che troverete nelle edicole o in qualche angolo nascosto delle vostre librerie, “L’enigma dell’Alfiere” di S.S.Van Dine. Uno dei più grandi romanzi nella storia del giallo dove Philo Vance è chiamato a risolvere una serie di delitti in cui l’unico elemento comune è una filastrocca. La storia comincia con il ritrovamento di  un cadavere di un giovane, colpito al cuore da una freccia. Seguiranno altre morti ma non si trova né un movente nè un legame tra i vari delitti.

Un libro costruito sapientemente , con una giusta suspense, con una evidente abilità nel mostrarci indizi sbagliati, quasi a voler mettere fuori strada il lettore. Sarà Philo Vance a risolvere il caso comprendendo le motivazioni dell’assassino grazie alla sua conoscenza della psicologia e al suo intuito investigativo.
Un libro che ancora oggi si legge tutto di un fiato !

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