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A San Gimignano nella casa-torre Campatelli e tra le rovine di Castelvecchio

San Gimignano è sempre una meta escursionistica molto ambita, ma affrontarla da trekker consente di godere di prospettive diverse rispetto alle conosciute stradine affollate dai turisti.

Trekking Italia Toscana propone il 9 aprile un’escursione organizzate in collaborazione con il FAI che include la visita alla casa-torre Campatelli, un edificio donato proprio al FAI e recentemente ristrutturata e aperto al pubblico, e un trek alle rovine di Castelvecchio.

casa torre campatelliIl bene FAI è l’unica  tra le famose case-torri di San Gimignano ad aver conservato intatti gli interni: una preziosa testimonianza dell’architettura medievale inglobata in un palazzo settecentesco, che fu la tipica dimora borghese nella Toscana tra Ottocento e Novecento. La piccola storia di una famiglia, con i suoi oggetti e le memorie private, che si fonde con la storia di San Gimignano, in un unico emozionante viaggio.

Dopo  la visita guidata e una passeggiata lungo le mura esterne di San Gimignano, ci incammineremo verso Monte Oliveto in direzione sud, per costeggiare agriturismi e vigneti, e dopo aver attraversato un breve tratto di bosco, raggiungere il piccolo borgo di San Donato, oggi trasformato in struttura ricettiva. Le antiche case sono state modificate per diventare accoglienti residenze turistiche ma hanno mantenuto i caratteri e il fascino delle antiche dimore di campagna.

Da qui parte il sentiero segnalato per raggiungere le rovine di Castelvecchio,  antico borgo medievale, importante quanto San Gimignano, poi caduto in rovina a causa delle dispute con Volterra. Qui i rappresentanti dell’associazione culturale “Gruppo Storico di Castelvecchio”  ci guideranno tra le vestigia del sito.

Castelvecchio nel XII secolo era già un comune fortificato, sotto il protettorato di Volterra, e fu, oggetto di aspre contese per un paio di secoli. Fu messo a ferro e fuoco nel 1250 e nel 1308 fu conquistato San Gimignano, e da allora iniziò la sua rovina. Rimangono ben visibili, nel mezzo al bosco, i resti del mastio, di molte abitazioni, della chiesa di San Frediano, della torre sud e di alcuni tratti della cinta muraria. La roccaforte aveva una difesa naturale nelle profonde vallette del Botro di Castelvecchio e del Botro della Libaia, due torrenti subaffluenti del fiume Elsa. vigne san donato

Dalla sommità della collina la visuale spazia sui fitti boschi della riserva naturale di Castelvecchio, che si estende verso ovest,  con i suoi boschi fitti di cerri e roverella sulle pendenze più dolci, ma con una bellissima macchia mediterranea sui più aspri crinali calcarei, caratterizzata dall’erica multiflora, pianta tipica delle zone costiere ma rara all’interno. Inoltre, nelle parti di fondovalle, dove il sole non arriva, si verifica un interessante fenomeno di inversione termica che permette la sopravvivenza di faggi e aceri montani, tipici di altitudini maggiori, e di numerosi esemplari di tasso, un albero molto raro, residuo della vegetazione esistente alcuni milioni di anni fa.

Dopo la visita alle rovine del paese, ritorneremo a San Donato con una piccola variante sul sentiero, per riprendere il bus che ci riporta a Firenze. L’escursione è facile, la lunghezza è di 13 km, sono previste 5 ore di cammino e un dislivello di 420 mt in salita e 385 mt in discesa.

Coloro che desiderano partecipare ai giorni di trek devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 18.30. Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di € 20.

Laura Alberighi

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