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Anello dei Diacci

Domenica 28 maggio Trekking Italia Toscana propone un’escursione classica sull’Appennino, è di difficoltà media, con una percorrenza di circa 13 km e un dislivello in salita e in discesa di 600 mt.

Sarà una piacevole escursione nei boschi, che passando da Capanna Marcone arriva al Rifugio La Serra per poi costeggiare la forra del Rovigo fino all’antico Mulino de I Diacci. Il paesaggio è molto suggestivo per l’azione dei torrenti che hanno scavato in alcuni punti dei veri e propri “canyons”; querce, castagni e faggi sono rappresentati in questi boschi, con rimboschimenti recenti di Douglas, abete e pini. Il percorso escursionistico è ad anello, con partenza da Prato all’Albero (1036 m); si percorrono per la prima parte i crinali del sentiero 00 della GEA, passando per il bivacco Capanna Marcone, quindi si raggiunge il bivio che a destra porta in circa 30 minuti al Rifugio La Serra (904 m). Dal rifugio La Serra si prende la carrareccia sulla destra, lungo la quale incontreremo la Fonte della Cagna Morta, fino a trovare sulla sinistra il sentiero per Mulino-Diacci-Sambuca, che discende la valle fino a giungere al torrente Rovigo. Dopo il guado incontreremo a sinistra il vecchio Molino de I Diacci (834 m), quindi proseguiremo per il Rifugio I Diacci (941 m), accogliente punto di ristoro, passando sotto la Cascata dell’Abbraccio, suggestiva perché scorre lungo una parete stratificata scavata dalle acque di un piccolo affluente del Rovigo, e si riesce a passare sotto il getto dell’acqua. Il rientro prevede di ripercorrere il sentiero fino al Mulino e, una volta guadato il Rovigo nel solito punto, seguire le indicazioni per Capanna Marcone; il sentiero sale a fianco delle cascate del Fosso dei Pianacci, passa dalla Fonte di Betta e riprende una mulattiera che, attraversata più volte dai ruscelli, riporta a Capanna Marcone in circa 1 ora. Infine, ripercorreremo un breve tratto del sentiero 00 fino a Prato all’Albero.

Si tratta di un percorso ricco di nomi molto curiosi e suggestivi, le cascate, il rifugio e anche le fonti evocano personaggi da leggenda oppure vicende di fantasia che hanno lasciato come tracce i toponimi locali. A parte una vicenda legata a Capanna Marcone, che nell’agosto 1944 fu teatro di una sanguinosa battaglia che vide i partigiani respingere la fanteria tedesca, possiamo citare solo la storia della Fonte di Betta.

La sorgente sgorga nel luogo dove ebbe fine la tragica storia di Elisabetta, figlia di un nobile locale, Sigismondo, che l’aveva promessa in sposa ad un suo fedele compagno di battaglia, molto più vecchio di lei. Come nella più classica delle favole, la giovinetta si innamora, ricambiata, di un giovane musicista e cantastorie che si presenta un giorno al castello. I due si fanno promesse d’amore e pianificano una classica fuga d’amore, però un fedele servo del padre scopre l’intrigo e contribuisce ad organizzare un agguato nei confronti abbracciodel musicista, colpito a morte. La giovane Elisabetta si reca all’appuntamento e trova il corpo dell’amato, decide quindi di togliersi la vita con il suo stiletto. La terra stessa volle piangere la sorte dei due amanti e le sue lacrime generarono la sorgente che vediamo oggi.

Coloro che desiderano partecipare all’escursione devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 19.00. Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di € 20.

Laura Alberighi

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