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Anello dell’Acquacheta, il fragore dimenticato delle acque infernali

Domenica 9 luglio Trekking Italia Toscana propone un anello che si può fare integralmente con livello impegnativo o parzialmente per un livello più facile, con bagno rinfrescante a metà percorso: la meta è la cascata dell’Acquacheta, vicino a S. Benedetto in Alpe.

Il paese, da dove parte il nostro percorso, si trova al confine tra Romagna e Toscana; vi si arriva percorrendo la via forlivese che da Pontassieve va verso il passo del Muraglione e poi a Forlì. Questa località, situata nell’alta valle dei parchi al confine fra Romagna e Toscana è nota anche grazie al fatto che la famosa cascata del torrente Acquacheta, quasi alla sommità del percorso, alta 70 m e larga fino a 30 m, è stata evocata da Dante che passò di qui durante il suo esilio da Firenze e i versi della Divina Commedia a lei dedicati sono riportati in una lapide muraria proprio nella piazza del parcheggio di San Benedetto in Alpe dove lasceremo le macchine: il rumore della cascata gli ricorda il frastuono delle acque infernali. Poco distante c’è il sentiero che percorreremo e che costeggia la riva sinistra del fiume. Il fascino di questo percorso è determinato dalla flora lussureggiante che caratterizza sia la riva sinistra che destra ma che lascia ampi spazi per poter osservare l’alveo del fiume con le numerose cascatelle e fossi, ampi e attorniati da lastroni e spazi sabbiosi che si prestano per le piacevoli soste estive.

Il percorso di andata è tutto in salita; dopo un facile guado, si intraprende l’ultimo tratto in salita che conduce al pianoro dei Romiti (734 mt.). A destra si estende un vasto e verdissimo prato bordato da aceri campestri, biancospini, carpini. Il ritorno presenta prima ancora una salita e poi una lunga discesa che in alcuni punti può diventare impegnativa, soprattutto se il fondo è fangoso, fino a giungere presso il ponte sul torrente Acquacheta e quindi al punto di partenza.

cascatellaVisto che la seconda parte del percorso è piuttosto impegnativa e ci riporta esattamente al parcheggio, si può prendere in considerazione anche la possibilità di permettere a coloro che fossero scettici per l’impegno che il trek richiede nella sua seconda parte di potersi fermare alla cascata dove è possibile fare il bagno nell’acqua freschissima del fiume e anche prendere il sole nei pressi dell’alveo, per poi tornare indietro al punto di partenza dove ci ritroveremo tutti insieme nel pomeriggio per il viaggio di ritorno. In questo caso il percorso è abbastanza facile. E’ consigliabile comunque a tutti di portare costume e asciugamano perché una breve sosta è possibile anche per coloro che faranno il percorso al completo.

Terminiamo ricordando integralmente i versi danteschi dedicati alla cascata, che troviamo nel XVI canto dell’Inferno:
« Come quel fiume c’ha proprio cammino
prima dal Monte Viso ‘nver’ levante,
da la sinistra costa d’Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l’Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
così, giù d’una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell’acqua tinta,
sì che ‘n poc’ora avria l’orecchia offesa. »

Primetta Baldi

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