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Anello di Rufina – Falgano (anello delle tre ville)

Domenica 26 febbraio 2017 Trekking Italia Toscana propone un’escursione nel territorio del comune di Rufina e, per un breve tratto, nel comune di Pelago. Il livello è medio-facile, con pochi tratti più impegnativi, la lunghezza è di circa 16 km e il dislivello di 600 mt. in salita e in discesa. Il toponimo “Rufina” è di origine etrusca e in epoca feudale in questa zona della val di Sieve dominavano i conti Guidi ai quali appartenevano il castello di Falgano e vaste zone dell’attuale comune di Rufina. La partenza è dal parcheggio di Rufina di fronte alla stazione ferroviaria. Da lì ci spostiamo verso la località “Poggiolo” (160 m s.l.m.) dove si trova la prima villa importante di questo percorso; questa si erge fiera su un colle ai piedi delle colline sovrastanti ricche di vigneti, oliveti e boschi. Della torre che svetta al centro della villa non si conosce l’anno di costruzione ma avendo funzione di avvistamento e difesa, fa parte di un sistema di torri ancora presenti nella zona e fu costruita in epoca feudale fra il IX e X secolo. Le prime notizie sui proprietari della villa sono contenute in un documento del 1614 dove si parla della famiglia “Della Vecchia”. Un’altra famiglia storica, proprietaria del Poggiolo, è la famiglia Betti che nel 1697 ristrutturò l’antica casa-torre per farne una residenza di campagna. Agli inizi del1700 un erede dei Betti cedette la sua parte all’abbazia di Vallombrosa avviando l’acquisizione di tutta la proprietà da parte dei vallombrosani, la cui presenza è testimoniata da due stemmi e da un bassorilievo in pietra serena raffigurante S. Giovanni Gualberto. Nel 1866 il Poggiolo diventò demanio statale che lo mise in vendita e nel 1870 fu acquistato dalla famiglia Budini che incrementò la produzione di vini pregiati nella zona.

Nel 1939 la villa passò alle famiglie di Rufina: Spolveri e poi Rovai che portarono avanti la già nota e prestigiosa produzione vinicola; infine nel 1989 fu venduta alla famiglia Spagnoli che nel 1990 ha dato luogo ad un profondo restauro, rispettoso della struttura antica e dell’originario complesso architettonico che nel territorio è depositario della memoria collettiva. Proprio nei pressi della villa si trova il sentiero n. 31 che percorreremo fino a Falgano e, camminando, potremo osservare da vicino il tipico paesaggio toscano ricco di boschi, vigneti e oliveti e a metà percorso transiteremo nei pressi di una seconda villa detta “la Torre”, perché possiede una antica torre medioevale; poco dopo arriveremo in un borghetto dove si trova la chiesa di Santa Maria in Falgano e poco a monte il paese di Falgano (426 m s.l.m.).

Proseguendo sullo stesso sentiero ci dirigeremo verso Borselli e arriveremo al convento di Tosina (700 m s.l.m.), il cui nome di origine etrusca fa supporre che il luogo fosse abitato anche in epoche remote. Si trovava infatti sul percorso di una antica strada che arrivava al monte Falterona, sito sacro per il popolo etrusco testimoniato dal lago degli Idoli, dove sono state rinvenute moltissime statuette votive. Agli etruschi succedettero i romani che pure hanno lasciato profonde tracce della loro presenza. Anche i Longobardi hanno lasciato sul territorio un vasto sistema di torri di avvistamento tra loro collegate che attraverso segnali consentivano la rapida trasmissione di messaggi. Di una di queste torri restano le vestigia all’interno del convento di S. Margherita di Tosina ed è rivolta verso la vallata in diretta comunicazione con quella dell’agriturismo “Torre Mozza” e con altre disseminate intorno. L’origine del complesso di Santa Margherita risale alla metà del secolo XI e per un lungo periodo fu possesso dei monaci Camaldolesi che usarono questa sede come stazione di ristoro e foresteria. Nel 1808 Napoleone confiscò la chiesa e tutto il patrimonio terriero; in seguito ritornò ad una comunità religiosa, cioè le suore camaldolesi di Pratovecchio. Dal 1870 il complesso appartiene a privati.santa maria di falgano

Il ritorno prevede per il primo tratto di ripercorrere a ritroso il sentiero 31 fino all’incrocio col sentiero 51 che, passando per la frazione di Casi, ci ricondurrà a Rufina dove passeremo davanti alla villa di “Poggio Reale”, costruita dall’Ammannati su disegno, sembra, di Michelangelo e che ricorda nella struttura la tradizione cinquecentesca delle ville suburbane. La villa è definita “reale” perché nel 1829 vi soggiornò Leopoldo II. I primi proprietari furono i Mormorai. Una prima ristrutturazione avvenne nel XII sec: per cui fu trasformata da residenza signorile a luogo di feste e ricevimenti. Nel XIX sec. vennero costruite le grandiose cantine che oggi ospitano il museo della vite e del vino. Divenuta patrimonio della azienda vinicola Chianti Spalletti, fu ceduta nel 1988 al comune di Rufina. Percorrendo il viale alberato antistante la villa ci ritroveremo esattamente al luogo di partenza, cioè il parcheggio dove abbiamo lasciato le macchine.

Coloro che desiderano partecipare all’escursione devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 12,30; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 18,30. Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di € 20.

Primetta Baldi

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