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Cinque giorni alla scoperta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

iforeste casentinesiIl Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è una delle aree forestali più pregiate dell’Europa, ha un cuore molto pregiato nelle Foreste Demaniali Casentinesi, che includono al loro interno la Riserva Naturale di Sasso Fratino. Trekking Italia Toscana organizza nei primi giorni di ottobre alcuni giorni di trekking alla scoperta del parco in un periodo in cui potremmo ammirare i bellissimi colori dell’autunno.
Dal 5 al 9 ottobre, facendo base a Badia Prataglia, sono previste tre giornate intere a forma di anello con dislivelli intorno ai 700 metri e lunghezza variabile tra i 12 e i 18 km per una esplorazione delle faggete e delle abetaie più spettacolari del centro Italia.
Badia Prataglia è una frazione del comune di Poppi e il suo territorio è interamente incluso nel perimetro del Parco. Ha origini che risalgono all’anno Mille, fu fondata da monaci benedettini provenienti da Montecassino, come testimonia la splendida abbazia. Qui, come a Camaldoli, la foresta era ornamento e difesa. La lavorazione del legno è sempre stata molto diffusa, con l’abbattimento e la squadratura dei tronchi che venivano trasportati alle botteghe artigiane.
Il paesaggio del Parco è caratterizzato dalle rocce sedimentarie, che in Romagna appaiono con caratteristiche scarpate stratificate o crinali spogli. Nella parte sud-est del parco, abbiamo un paesaggio con rupi tondeggianti interrotte da erosioni calanchive.
Anche i centri abitati sono ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche, collocati in una meravigliosa cornice naturale di flora e fauna, tra cui spicca la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale e una ricca popolazione di ungulati.
Il Parco comprende un’area nella quale l’uomo ha sempre vissuto, per cui è facile trovare ruderi e borghi abbandonati nel suo territorio.
Nella prima giornata di cammino da Badia Prataglia si raggiunge l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo da un nucleo con 5 celle e un piccolo oratorio, concluso nel 1027, poi ampliato con altre 15 celle. I monaci sono benedettini, ad orari prestabiliti è possibile visitare alcuni edifici e la chiesa. Al ritorno una deviazione ci porta in vetta al Monte Penna (1331 mt), da cui si gode di un ampio panorama sulla Romagna e la vista è il meritato premio per l’ultimo tratto di salita.
Il secondo giorno l’anello ci porta a visitare il versante romagnolo e la Foresta della Lama, con un primo tratto di salita da Campo Agio fino al Passo della Crocina (1322 mt), la discesa verso la Lama e il ritorno lungo il sentiero degli Scalandrini, ancora in salita, e una nuova discesa verso Badia Prataglia.
Il terzo giorno si arriva in salita fino al Passo Lupatti (1217 mt) e alla Cima del Termine (1277 mt), e il passo dei Mandrioli, percorrendo un tratto del sentiero 00 della Grande Escursione Appenninica.
Sono passeggiate che alternano tratti di strade forestali, circondate dagli alti fusti degli alberi, a viottoli aperti sui crinali e scorci panoramici che riempiono gli occhi di arancio, marrone, verde, giallo: tutte le sfumature del bosco autunnale ci passano davanti, se siamo fortunati potremmo anche incontrare qualche capriolo o daino.
L’ultimo giorno, nella mezza giornata che rimane a disposizione, è previsto un trek più breve intorno al Santuario della Verna, famoso per essere il luogo dove S. Francesco avrebbe ricevuto le stimmate nel 1224. L’edificio risale al XIII secolo e fu fondato proprio da una donazione fatta al Santo da Orlando di Chiusi in Casentino del monte de La Verna, che divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro.
Coloro che desiderano partecipare ai giorni di trek devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 19.00. Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di € 20.

Laura Alberighi

 

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