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Dopo la Concordia, esplorando la perla dell’arcipelago

Uno degli abbinamenti più affascinanti per chi ama camminare è sicuramente quello di trekking e mare, tanto che tra le nostre proposte di vacanze trek di qualche giorno, una delle mete più apprezzate è l’isola del Giglio, la seconda isola per estensione dell’Arcipelago Toscano, che recentemente è tornata al suo splendore originale dopo la rimozione della nave Costa Concordia, naufragata sulle sue coste nel gennaio del 2012 e rimasta ancorata in porto fino al luglio 2014.

La prima data utile per questa proposta di quattro giorni è quella dal 25 al 28 marzo, un trekking residenziale con escursioni giornaliere che partono da Giglio Porto e ci portano alla scoperta degli angoli più nascosti di questa perla dell’arcipelago e dei pittoreschi centri abitati come Giglio Castello o Giglio Campese.

Il suo nome deriva dal greco “Aigylion” che significa “isola delle capre”, era sicuramente già abitata fin dall’età del ferro. Fu una base militare etrusca e una base importante anche in epoca romana: nei pressi di Giglio Porto si trovano sotto il livello del mare i resti di una grande villa dei Domizi Enobarbi, in un’area denominata I Castellari, che comprende anche una vasca per la piscicultura, mura perimetrali, portici, affreschi, una terrazza stellata. Nel Medioevo il Giglio subì l’egemonia di Pisa, poi quella di Firenze, e fino al Settecento subì numerosi attacchi di corsari.

L’isola è attraversata da nord a sud da una dorsale che raggiunge il suo apice con il Poggio della Pagana (496 mt), dal punto di vista geologico è un blocco granitico e alterna delle stupende insenature sabbiose a tratti di costa alti e scoscesi. L’isola era anticamente coperta da rigogliose leccete, che sono andate distrutte nel tempo a causa dello sviluppo dell’agricoltura, dell’allevamento e di incendi. Solo da poco tempo si è ricominciato a ricostituire la vegetazione.

Il primo giorno di escursione partiremo da Giglio Porto per raggiungere Giglio Castello lungo la caratteristica mulattiera. Il borgo affascina per la struttura imponente delle sue mura, molto suggestivo è il percorso lungo i camminamenti tra feritoie e torrioni, l’ingresso con tre porte appoggiate a enormi massicci granitici ricorda i pericoli delle incursioni dei pirati, i vicoli sono movimentati e interrotti dai baschetti, le tipiche terrazze con gradini esterni alle abitazioni. Lasciamo il centro abitato per raggiungere Punta di Capel Rosso, la punta estrema meridionale dell’isola, con la spettacolare scogliera di granito rosso dominata dall’antico faro. Il rientro è previsto lungo una strada panoramica che ci riporta a Giglio Porto.

Il secondo giorno da Giglio Castello raggiungeremo Giglio Campese, la località di fondazione più recente, famosa per l’ampia spiaggia sabbiosa. L’edificio più caratteristico è la torre, che risale al XVIII secolo e fu realizzata per l’avvistamento di navi provenienti da ovest: fu molto utile nel 1799 per poter respingere una parte dell’ultima flotta di pirati che attaccò l’isola. Oggi è di proprietà privata ed è usata come residenza turistica. La nostra passeggiata continua lungo la scogliera fino alla punta del Faraglione, con stupende vedute sulle calette sottostanti.

L’ultimo giorno di cammino è dedicato all’esplorazione della parte settentrionale dell’isola, sempre immersi in una rigogliosa vegetazione tipicamente mediterranea, che in questo periodo è in piena fioritura. Dalla località Antico Faro ci addentriamo nell’unica pineta dell’isola e si raggiunge la punta settentrionale, Punta del Fenaio, attraversando un’area dolcemente ondulata e coperta, nell’ultimo tratto, da splendidi cespugli di erica. Non è difficile imbattersi nei terrazzamenti fatti con muri a secco di granito (denominati greppe), alcuni dei quali sono ancora utilizzati per la coltivazione della vite e la produzione del vino locale (prevalentemente ansonica), e fino a pochi decenni fa ricoprivano una buona parte della superficie dell’isola.

Giglio Porto fu sicuramente il primo insediamento civile dell’isola. In epoca romana ci sono tracce che vi fosse stato costruito un molo di granito lungo circa 120 mt. per l’intensa attività marittima, che fu cancellato nei restauri del 1796. Nell’arco della storia questo centro abitato è stato abbandonato e ripopolato più volte, poiché in certi periodo poteva essere pericoloso vivere sulla costa, a causa delle incursioni dei pirati. Ha avuto uno sviluppo regolare a partire dal XVIII secolo. Oggi è molto caratteristico, con le case colorate disposte in fila di fronte al mare, i due fari e l’antica Torre del Saraceno del 1596.

I periodi migliori per camminare sull’isola sono la primavera e l’autunno, oltre al periodo pasquale proponiamo lo stesso viaggio anche dal 22 al 25 aprile. Per informazioni e iscrizioni www.trekkingitalia.org tel. 0552341040.

Laura Alberighi

 

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