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La città altrove: camminando nelle periferie di Firenze

Firenze – La città altrove: la città dei matti, dei militari, degli autoreclusi e degli esclusi. Che cosa accomuna un manicomio (San Salvi), una caserma (Perotti), un condominio di lusso e un blocco di case popolari lungo la ferrovia?

Lo spiegano durante il percorso Giuseppe Cocchi e Andrea Nanni gli animatori di Tempo Nomade, iniziativa che propone percorsi “in cui si intrecciano narrazioni, ascolti e azioni dal vivo per essere pienamente là dove si è”.  Le camminate sono riprese  il 27 febbraio, nel rispetto delle misure anti covid-19, nell’ambito del progetto “Un’altra città. Periferie in cammino”, realizzato con il contributo del Comune di Firenze.

Il percorso che conduce da San Salvi a Rovezzano (5,2 km) accompagna i camminatori in luoghi separati, quelli che lo studioso del pensiero Michel Foucault “eterotopie” dove coltivare la rassicurazione di un ordine estraneo al mondo reale. Foucault, autore di “Sorvegliare e punire”, è la bussola che guida i gruppi (circa una ventina di persone) in questa esperienza che ha l’obbiettivo non solo di fare esercizio fisico all’aria aperta insieme ad altri appassionati, ma anche di offrire ai partecipanti le coordinate culturali per capire giganteschi reperti di un’altra epoca (il manicomio chiuso, la caserma Perotti dismessa) così come le due facce di una città: la ricchezza che si chiude dietro alte barriere e la povertà degli emarginati  che si concentra nelle periferie  (anche il 28 marzo).

Le prossime camminate andranno alla scoperta dell’Isolotto (13, 14 e 27 marzo) e “l’sola che non c’è più” al Quartiere 4 di Firenze (20-21 marzo).  La prima, intitolata La comunità resistente esplora l’Isolotto, nato nei primi anni ’50 del secolo scorso come prima città satellite di Firenze. La seconda andrà alla scoperta di un’area che era in origine una palude: L’isola che non c’è più.  Entrambe hanno una lunghezza di 5,3 chilometri.

Foto: il murale su un muro del complesso di San Salvi

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