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La Via Francigena con Trekking Italia – parte prima

Se parliamo di cammini, vi sarà sicuramente capitato di sentir nominare il Cammino di Santiago, in Spagna, un percorso che i pellegrini affollano per raggiungere la tomba di San Giacomo. In Italia da alcuni anni è stata oggetto di molti interventi di valorizzazione la Via Francigena, il tracciato che i pellegrini hanno seguito per secoli  per raggiungere Roma da Canterbury e dalla Francia, ripercorrendo le orme di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che intorno al 900 venne al cospetto del Papa per ritirare il suo Pallio e redasse un dettagliato diario di viaggio del suo viaggio di ritorno.

Con Trekking Italia Toscana è possibile percorrere l’ultimo tratto del Via Francigena, dalla Valdelsa fino a Roma, dal 30 aprile al 15 maggio 2016, con bagaglio trasportato, decidendo anche di farne soltanto una parte. Si arriva in treno da Firenze a Castelfiorentino e ci si incammina per arrivare al tracciato ufficiale.

Il punto di riferimento per l’inizio del nostro itinerario è la Pieve dei Santi Pietro e Paolo di Coiano, una delle più belle pievi della Valdelsa, importante esemplare dello stile romanico pisano-volterrano, purtroppo non visitabile. E’ citata da Sigerico come XXI tappa (Submansio) del suo diario di viaggio ma i primi documenti che ne fanno riferimento come pieve risalgono al 1029.

L’edificio è in pietra arenaria e in laterizio, la sua caratteristica principale è una bella scalinata che porta all’ingresso; al suo interno sono conservati pregevoli affreschi del XIV secolo, il fonte battesimale e l’altare laterale in gesso del periodo barocco. Recentemente è stato firmato un accordo tra il Comune di Castelfiorentino, la diocesi di Volterra e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze per il completamento del restauro della pieve di Coiano, in modo che possa essere fruibile ai visitatori e ai pellegrini che ogni anno sostano nell’area attrezzata realizzata qualche anno fa.

La prima giornata di cammino del programma di Trekking Italia termina a Gambassi Terme, dopo aver percorso una decina di chilometri sul crinale collinare della Valdelsa, di fronte ad un altro importante edificio religioso, la pieve di Santa Maria Assunta a Chianni, XX tappa di Sigerico. La chiesa è citata in documenti del 988 intitolata a San Giovanni Battista, era comune infatti l’intitolazione a un apostolo o alla Madonna per tutte le pievi costruite prima del X secolo. Nel XII secolo fu ampliata a seguito della costruzione del Castrum Novum di Gambassi, assumendo la forma attuale. La splendida facciata in arenaria gialla, calda, è sovrastata da due ordini di loggette pensili, tipiche dello stile romanico pisano-lucchese, all’interno i capitelli delle colonne che separano le tre navate hanno la caratteristica di essere tutti diversi, uno è pure firmato dal maestro.

Da Gambassi il percorso prosegue verso San Gimignano, costeggiando vigneti, uliveti, boschetti, splendide case coloniche convertite in residenze turistiche, fino all’abitato di Pancole, dove sostiamo per il pranzo al santuario (XVII secolo), costruito dove sorgeva un’edicola con un affresco del pittore Pier Francesco Fiorentino con la Vergine che allatta il Bambino. Ricoperta da rovi, fu ritrovata a seguito del racconto di una povera ragazza muta che aveva incontrato nei pressi una “bella signora” che le aveva fatto trovare la dispensa piena di cibo: i fedeli, nella foga della ricerca dell’immagine tra le piante, sfregiarono involontariamente il dipinto che è collocato sull’altare e porta ancora i segni della falce.

Prima di fare l’ingresso nella turrita San Gimignano, il percorso tocca anche la splendida pieve di Santa Maria Assunta a Cellole, oggi di proprietà della comunità di Bose, la cui facciata è nascosta da alcuni cipressi. L’edificio originale risale al X secolo, di linee semplici, è stata oggetto di diversi interventi di restauro, ma merita sicuramente una sosta.

L’ingresso a piedi in un luogo turistico come San Gimignano fa cambiare la prospettiva della visita, non ti devi preoccupare del parcheggio, ma solo di trovare un posto all’ombra per il giusto riposo delle gambe … dopo si riparte ma ne parliamo la prossima volta.

Info www.trekkingitalia.org tel. 0552341040

Laura Alberighi

 

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