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La Via Francigena in Val d’Arbia

La bellezza di un percorso lungo come quello della Via Francigena, che in Italia va dal passo di San Bernardo fino a Roma, è proprio la varietà del paesaggio che si incontra lungo il cammino. Il tratto della Val d’Arbia, che si percorre dopo l’uscita da Siena, attraversa l’area delle  crete senesi, con ampi spazi in parte improduttivi, in parte coltivati a seminativo o pascolo; terreni costituiti da argille grigiastre, segnati da calanchi, solchi, crepe. Possiamo ritrovare l’immagine di queste spoglie colline nei dipinti di Duccio, Lorenzetti, Bartolo di Credi e altri artisti senesi. Questo geologico “mare aperto”, senza “dolcezze d’alberi”, questo “deserto denudato” che sembra fermo per sempre, suscita inquietudine, conquista per la bizzarria delle forme, le tonalità cangianti, e i contrasti con i radi insediamenti.

Trekking Italia Toscana propone un viaggio lungo la Via Francigena con bagaglio trasportato da Firenze a Roma dal 29 aprile al 14 maggio 2017, con possibilità di effettuare anche tratti parziali. E’ un’esperienza che permette di entrare in contatto con piccole realtà ricche di tesori artistici, architettonici o storici, ma non è difficile scoprire semplici negozietti di alimentari che ti ristorano con uno dei migliori panini della vita… Troverete le informazioni sul sito www.trekkingitalia.org/firenze.

L’uscita da Siena è attraverso Porta Romana, ovviamente dopo il passaggio dal duomo, uno degli esempi più pregevoli dell’arte gotica italiana. Dopo un primo tratto urbano, ed il transito da un’area industriale, si passa dal colle di Malamerenda, il cui nome ricorda un triste episodio accaduto nel 1300, quando fu perpetrata una crudele carneficina tra membri di due importanti famiglie senesi (Salimbeni e Tolomei) durante una merenda organizzata in un’osteria nelle vicinanze.

Abbandonata Isola d’Arbia, ci si immerge in una campagna aperta che si domina grazie alla percorrenza sui crinali: il ricordo personale di questo tratto è proprio di aria, vento, sole e colline infinite, che, in primavera, sono di un verde abbagliante. L’incontro con la Grancia di Cuna, recentemente restaurata, porta a scoprire un bellissimo esempio di fattoria fortificata medievale, sorta sul sito dove già nel XII secolo si trovava uno spedale per i pellegrini. Il simbolo che vediamo sullo stemma all’ingresso della fattoria ci ricorda che (già dal XII secolo) era di proprietà dell’Ospedale di Santa Maria della Scala, una delle istituzioni più potenti dell’epoca. La fortificazione serviva a salvaguardare la produzione agricola dalle incursioni e rappresenta una tipologia architettonica particolarmente interessante. La grancia sviluppò un piccolo borgo autonomo, cinto da mura, con porte e torri, case all’interno e la fattoria al centro. Durante la visita, non mancate di salire la scalinata interna che serviva per il passaggio dei muli, che portavano i prodotti nei magazzini ai piani superiori, e la chiesetta di S. Giacomo, che ospita affreschi raffiguranti il miracolo di Santo Domingo della Calzada, una tappa sul Cammino di Santiago.

Lungo il percorso si incontrano i borghi di Quinciano, Monteroni, Lucignano: erano sede di strutture di assistenza ai pellegrini. In tutta la Val d’Arbia, che da sempre è stata una via naturale per raggiungere Siena, vi erano spedali, ospizi e mansioni di sosta. Il percorso non doveva discostarsi molto dall’attuale via Cassia. Ma le piene del fiume, che era assai più largo dell’attuale, hanno modificato il tracciato della via, spostandolo più in alto.

Attraversiamo Ponte d’Arbia, che prende il nome dal ponte sul fiume, risalente al 1388, ricostruito nel 1656, e dopo un altro tratto su strada bianca panoramica, si entra in Buonconvento, un borgo medievale delimitato da una bella cinta muraria, decorata con archetti e con una bella porta sul versante settentrionale. Il cuore del borgo che si sviluppa attorno alla via principale, raccoglie edifici interessanti, ma non mancano i locali tipici per dare ristoro al moderno viandante: oltre al cibo, siamo vicini alle aree di produzione di vini pregiati, come il Brunello di Montalcino, quindi una sosta può diventare una degustazione da non perdere.

Nei pressi di Buonconvento morì l’imperatore Arrigo VII di Lussemburgo, nel 1313. Fu avvelenato durante la comunione da un frate del luogo e morì lungo la via Cassia. La strada centrale è dedicata alla famiglia Soccini, che contava al suo interno giuristi illustri ma anche un paio di eretici, tanto che nel XVI secolo si sviluppò un movimento ereticale che prese proprio il nome di socinianesimo. Buonconvento le mura

Da Buonconvento ci avviamo verso l’ingresso nella Val d’Orcia, un altro spettacolare tratto della Via Francigena, ma lo racconteremo la prossima volta…

Laura Alberighi

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