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Le grotte di Maurizio e i bollori del torrente Casciani a Gambassi Terme

 

Domenica 29 gennaio Trekking Italia Toscana propone una escursione di livello medio-facile nei dintorni di Gambassi Terme per andare alla scoperta di due luoghi caratteristici per motivi diversi: le grotte di Maurizio e la putizza lungo il rio dei Casciani. Sono circa 18 km con un dislivello in salita e discesa di circa 500 mt, 6 ore di cammino.

Dal centro del paese si raggiunge la parte alta, residenziale, per imboccare una stradella in discesa in loc. Il Porcello. Arrivati in un grande spiazzo, nei pressi di un agriturismo, si trovano le indicazioni per le Grotte di Maurizio. In realtà non sono veramente grotte ma una forra sul torrente Casciani dove Maurizio Becherini, barbiere e sarto del paese, si ritirò a vivere nel 1918. Qui costruì una cappellina su una roccia e poi abbellì l’ambiente con passerelle, edicole ed immagini di ispirazione cristiana fatte in argilla, gesso, pietra e cemento armato, che sono state inglobate dagli elementi naturali, creando un luogo particolarmente suggestivo, e che gli abitanti di Gambassi Terme hanno frequentato per anni quasi come luogo di pellegrinaggio. Per lui la solitudine era un modo di avvicinarsi a Dio e le sue mani il mezzo per dimostrare la sua devozione. Maurizio, soprannominato l’eremita, visse qui per quasi 13 anni, morì di malattia nel 1932. Alcuni manufatti sono andati distrutti nel tempo, ma si riesce ancora a percepire una sorta di spirito mistico che aleggia intorno. Occorre un po’ di attenzione per visitare il posto, perché l’umidità rende il fondo scivoloso, il sentiero è stato ripristinato da pochi anni a cura delle scuole locali.

Si ritorna nello spiazzo e si prosegue l’itinerario dirigendosi verso il letto del torrente, che si segue, con una serie di piccoli guadi, fino ad arrivare alla putizza, una sorgente ipotermale che sgorga a intervalli regolari da un piccolo geyger, il cui odore si la putizza percepisce con largo anticipo. Tutto il letto del torrente Casciani è caratterizzato da emissioni di gas, le acque sono classificabili come solfato-alcalino terrose. Si tratta di una polla di acqua torbida per la presenza di argilla, circondata da depositi di ossidi metallici e zolfo allo stato colloidale, dovuti all’ossidazione in superficie dell’acido solfidrico presente nell’acqua. Il geyger è in realtà un vecchio pozzo esplorativo per la ricerca e la captazione del gas anidride carbonica, e vi fuoriescono emanazioni gassose intermittenti associate ad acque tiepide. La sorgente dei bollori è stata usata dalle popolazioni locali per la cura delle malattie dermatologiche degli animali, anche se gli effetti non sono mai stati verificati da medici specializzati.

Dopo una breve sosta intorno alla sorgente, si prosegue il percorso a fondo valle e si raggiunge la strada bianca che ci riporterà verso il paese: si tratta dell’attuale tracciato della Via Francigena, che noi percorreremo in salita, tra vigne e olivi. Arrivati sulla provinciale, imboccheremo una scorciatoia per raggiungere la pieve di Santa Maria a Chianni attraverso i campi.

La chiesa rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura tardo romanica in Toscana, è stata citata da Sigerico nel X secolo e conserva l’aspetto conferito con l’ampliamento del XII-XIII secolo, con la splendida facciata in arenaria gialla. Dalla pieve si imbocca una strada bianca che attraverso la campagna ci conduce alla frazione di Pillo, punto di arrivo del nostro trek.

Coloro che desiderano partecipare all’escursione devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 19.00. Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di € 20.

Laura Alberighi

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