energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Passeggiata ad anello nella Valle dell’Inferno con santuario

Domenica 20 marzo Trekking Italia Toscana propone una escursione di difficoltà media, che prevede circa 6° ore di cammino effettivo (12 km circa di lunghezza) con un dislivello in salita e in discesa di 450 m.

Il percorso proposto è un anello che ha inizio all’Olmo-Alberaccio sul sentiero “00” per poi deviare su un sentiero secondario che conduce al santuario della Madonna del Sasso. Tale santuario fu costruito tra la fine del 1400 e inizio 1500, a seguito di varie apparizioni della Madonna con Gesù bambino in braccio a due sorelline pastorelle, sulla roccia adiacente ad un tabernacolo in prossimità di un insediamento eremitico (poi inglobato nel santuario) che fu, intorno alla fine del primo millennio d.C., rifugio e oratorio di S. Andrea di Scozia e fratello di S. Brigida. Tale santa scelse come luogo di eremitaggio una grotta poco distante, dove sorgerà poi il paese che prenderà proprio il nome di S. Brigida. Tra il 1484 e il 1485 la Madonna apparve più volte alle due pastorelle e disse loro queste parole: “Qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su quanti me lo chiederanno”. Ma la grande apparizione della Madonna a tutto il popolo, alcune centinaia di persone che il 22 agosto 1485 si trovavano riunite a pregare, riuscì a sciogliere i dubbi sulle precedenti apparizioni e a dare l’impulso finale alla costruzione del santuario, il cui completamento avvenne nel 1504. Tra il 1615 e il 1675 fu innalzato anche il grande portico di fronte al santuario.

All’interno del santuario c’è la cappella delle apparizioni dove soleva apparire la Madonna e dove si trovano numerosi ex-voto per grazia ricevuta.

Il Santuario appartiene alla parrocchia di Lubaco della Diocesi di Fiesole e si trova ad un’altitudine di 565 m s.l.m. all’interno dell’area naturale protetta ANPIL di S. Brigida, valle dell’Inferno, Poggio Ripaghera, sovrastante la valle del torrente Sieci, che fu istituita nel 1997 dal comune di Pontassieve per tutelare i pregi di carattere storico-naturalistico di questa zona. Copre una superficie di circa 800 ettari, si colloca nella parte sud-occidentale del complesso montuoso del monte Giovi, gruppo di media montagna, che raggiunge un’altezza di 992 m s.l.m. e forma una catena preappenninica con andamento est-ovest e costituisce la porzione centro-orientale dello spartiacque tra Mugello a nord e il Valdarno a sud. In particolare l’area comprende i versanti meridionali ed occidentali del Poggio Ripaghera (914 m.), poggio Abetina (857 m.) e monte Rotondo (773 m.) includendo ad oriente la fresca e ombrosa valle dell’Inferno.

L’altitudine nell’area protetta varia fra i 400 e i 900 m. I pendii impervi sono solcati da numerosi ruscelli alimentati da molte sorgenti che affiorano spontaneamente dal terreno in molti punti.

Dal punto di vista naturalistico ambientale l’area ha prevalentemente la funzione della preservazione del cisto laurino, detto anche “fiore della Madonna” perché la brevissima fioritura si verifica in maggio e si utilizzava per adornare l’altare del Santuario. Oggi è una pianta protetta ed è severamente vietato raccoglierla. Oltre alla protezione del cisto laurino il pregio maggiore dell’area protetta è di racchiudere in uno spazio relativamente ristretto ambienti forestali tanto diversi fra loro ed è molto interessante anche dal punto di vista geologico per gli spettacolari paesaggi che offre, in particolare in qualche sua parte, per la presenza di zone rocciose con megaliti e cascate di pietre che affiorano lungo i pendii e gli alvei dei numerosi ruscelli.

madonna sasso 2

Dopo aver visitato il santuario riprenderemo un sentiero che conduce in altitudine e potremo osservare tutti gli aspetti del paesaggio sopradescritti; prima di riprendere il cammino del ritorno, faremo sosta per il pranzo nella zona del Giogo e poi arriveremo al Monterotondo dove c’è un torrione, rudere di un antico castello che aveva funzione difensiva, risalente all’alto medioevo,  che i Conti Guidi fecero erigere in questa zona strategica in quanto zona di passaggio fra il Mugello e il Valdarno. Dalla metà del XII sec. la crescita del comune di Firenze determinò l’inizio del conflitto con i Conti Guidi.

Distrutto il castello di Monte Croce nel 1154, i Guidi dovettero cedere anche gli altri (Galiga e Monte Rotondo) al vescovo di Firenze e tutta l’area finì sotto il controllo del Comune fiorentino.

In epoca medicea e lorenese qui si sviluppò l’allevamento bovino con la produzione di burro e carni che determinò la costruzione delle “burraie” per la conservazione di burro e latticini. Le burraie sono piccole costruzioni in muratura che avevano la funzione di sfruttare l’acqua delle sorgenti che affiora dal terreno ad una temperatura fresca anche in estate e che veniva ingegnosamente incanalata all’interno di queste costruzioni. Potremo vederne alcune lungo il nostro percorso.

Coloro che desiderano partecipare all’escursione devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 19.00.Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di euro 20.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »