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Sfratti e sospensioni, il pasticciaccio e le polemiche Società

Sono stati sospesi o no? Sembra proprio di no, almeno stando a ciò che hanno potuto sapere associazioni degli inquilini, Movimento di Lotta per la casa, sindacati: nonostante le assicurazioni date da Prefettura, istituzioni e vari soggetti, da lunedì sembrano già calendarizzati (e attivi) gli sfratti con la forza pubblica.
Proprio per saperne di più, il Sunia ha inviato una lettera alla Prefettura fiorentina, dopo che per svariati giorni e con svariati tentativi aveva cercato di conoscere il reale stato delle cose: una lettera indirizzata al prefetto Varratta, avente ad oggetto le “esecuzioni sfratti con forza pubblica mese gennaio 2014”. Così, ricordando il percorso che aveva portato il prefetto a far presente di essere disponibile “a concedere un differimento di tutte le esecuzioni di sfratto con forza pubblica nella provincia di Firenze dall’ 8 fino al 31 di gennaio con il proposito di avviare il lavoro preparatorio al funzionamento della commissione sul disagio abitativo, commissione effettivamente nuovamente convocata dal comuni del LODE fiorentino per il prossimo 23 gennaio”, il sindacato degli inquilini chiede ragione delle conferme che giungono al Sunia dalla Corte di appello, dai Comuni e dai propri legaliriguardo la programmazione di sfratti con forza pubblica già dal prossimo 13 gennaio secondo un calendario già predisposto dalla corte d’appello stessa”. E, dal momento che “non è stato possibile da parte di questa organizzazione sindacale acquisire notizie certe riguardo tale stato di cose presso gli uffici della Prefettura allo scopo più volte contattati”, il Sunia chiede “conferma”. Di cosa? Della sospensione, naturalmente. Lettera ancora senza risposta. 

Se da parte del Sunia la nota principale che si coglie è quella di un sincero stupore per gli accadimenti in essere, non ci va giù con i guanti bianchi Asia, il sindacato inquilini dell'USB. Silvia Gabrielli, dell'associazione che fa capo all'Usb, infatti non usa giri di parole: “Temo si sia trattato dei classici “annunci beffa”, e che in generale, come al solito si sia in presenza di “sospensioni” che riguardano casi molto rari e particolari, mentre tutto rimane immutato per la stragrande maggioranza degli inquilini. Si tratta di grandi proclami, sospensione degli sfratti, l'attenzione viene distolta e così si prosegue al massacro dei più fragili. Sia chiaro, si possono anche capire le ragioni dell'altra parte, soprattutto dei piccoli proprietari, ma il vero anello mancante è la politica, che deve intervenire a riportare nella realtà presente la situazione: gli affitti ormai vanno verso il 90, 100% delle retribuzioni medie odierne, non c'è più un aggancio alla realtà, quella vera”. Come dire, fra mangiare e pagare l'affitto, la priorità è senz'altro mangiare. 

Ancora più deciso il Movimento di Lotta per la Casa:Prendiamo atto, ancora una volta che le "garanzie" della Prefettura e della "politica cittadina" sono lettera morta davanti ad una situazione di assoluta gravità. Prendiamo atto, che davanti alle esose richieste, ricatti, di poteri forti come le grandi consorterie dei proprietari di casa, delle Banche e delle Immobiliari la Prefettura ha fatto marcia indietro…”. Insomma, Prefettura di Firenze “insieme al sindaco della città” avrebbero, per il Movimento e non solo, prima promesso una cosa e poi fatta un'altra. E il Movimento risponde: “Se la Prefettura di Firenze, insieme al Sindaco della città non mantengono neppure gli impegni presi ognuno si assume le proprie responsabilità davanti alla crisi infinita, alle povertà, ai 5mila sfratti esecutivi previsti per i prossimi anni… noi faremo la nostra parte”.

E stupore e rabbia provengono anche dall'Unione Inquilini. A parlare, fornendo una spiegazione di come potrebbe essersi prodotta una seri di equivoci e rimandi di cui il risultato è il "pasticciaccio" , è il presidente nazionale Vincenzo Simoni: "La sospensione era vigente fino a dopo l'Epifania – spiega – ma avevamo la rassicurazione scritta del Prefetto sulla sua disponibilità a portarla fino al 31 gennaio. Senonchè, la corte d'Appello, in mancanza di disposizioni, ha apsettato fino a una settimana dopo l'Epifania per mettere in calendario gli sfratti. In mancanza di disposizioni, ha poi porceduto come è prassi".

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