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Spacedys, sentinella degli asteroidi STAMP - Azienda

Se il 2012 avrà esiti “incerti”, come certe previsioni del calendario maya sembrano suggerire, non sarà colpa di nefasti impatti con corpi celesti. Parola di Giacomo Tommei, vice presidente di Spacedys, neonata start up dell’incubatore di Navacchio (Pi) e già leader mondiale nel settore della determinazione orbitale di asteroidi, satelliti artificiali e detriti spaziali. Meglio, uno dei due leader mondiali. L’altro è nientemeno che la Nasa. L’anno prossimo, dunque, niente incontri ravvicinati, solo impatti di scarsa importanza, come accade ormai almeno una volta all’anno. Mentre qualche preoccupazione potremmo averla verso il 2029, quando l’asteroide Apophis passerà vicinissimo al nostro pianeta e sarà visibile dal sud Africa. Apophis peraltro è una vecchia conoscenza di Spacedy, perché è stato scoperto nel 2004 dal suo presidente, Fabrizio Bernardi. Insomma Spacedys, nata a maggio del 2011 traendo origine dall’esperienza decennale del gruppo di meccanica celeste dell’università di Pisa, è un vero e proprio gioiello del know how scientifico nostrano. 
”Uno dei motivi per cui è stata creata l’azienda è che l’università non offre sbocchi professionali” dice Giacomo Tommei, vicepresidente di Spacedyn. E così hanno raccolto precari d’ingegno fra i 27 e i 39 anni offrendo loro un’opportunità fuori dal circuito. Al centro, Andrea Milani, docente di matematica dell’università di Pisa, uno dei massimi esperti mondiali di determinazione orbitale. Risultato, Spacedys nasce con l’obiettivo di offrire servizi e consulenze software per l’industria aerospaziale, e oggi già collabora con le agenzie spaziali e con l’industria aerospaziale di mezzo mondo. Lavora per Juno, l’attuale missione spaziale Nasa per scoprire le caratteristiche fisiche del pianeta Giove. Spacedys sta preparando il software di determinazione orbitale per la comprensione della struttura interna di Giove. Si occupano inoltre di Space debris, ovvero di spazzatura spaziale e della sua orbita: “Sono di pezzi di razzi, carburante solidificato, satelliti dismessi, “persi” nello spazio” specifica Tommei.
E poi, vero fiore all’occhiello, gestiscono Neodys, un sito che fornisce informazioni continuamente aggiornate sugli oggetti Near Heart (vicini alla terra): monitorano gli impatti di tutti gli asteroridi fino all’anno 2200, per conto dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea. Osservazione e algoritmi: funziona così. Quando un osservatorio di qualsiasi parte del mondo pensa di aver scoperto un asteroide, manda le coordinate al Mainor Planet Center, a Boston che a sua volta le diffonde. Spacedys li “riprocessa” ovvero ovvero elabora i dati e li pubblica su Neodys. “Lo scopo di Neodys, è calcolare la probabilità di impatto con la terra, per continuare a raccogliere informazioni su questi corpi celesti, perché in realtà la loro orbita è molto incerta”.
 

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