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L’ora alternativa, un bilancio positivo Opinion leader

La preside Daniela Borghesi, già dall’anno scorso, ha deciso di attenersi a quanto deciso a maggio 2010 dal Consiglio di Stato e a una circolare del 23 luglio 2010 che ha richiamato l’attenzione sulla “necessità che deve essere assicurato l’insegnamento dell’ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati”. Il Consiglio di Stato si è espresso a favore del credito formativo per chi segue l’ora di religione, purché le scuole abbiano contemporaneamente attivato l’attività alternativa, proprio per non discriminare nessuno. La non attivazione di fondi per l’ora alternativa costituisce quindi una vera e propria lesione di due principi costituzionali: la libertà religiosa e il diritto all’istruzione.  E’ un dovere della scuola e dello Stato garantire i corsi alternativi. Il corso non costituisce affatto un gravame economico per la scuola perché il Dirigente scolastico ha l’obbligo prima di chiedere la disponibilità a tenere corsi al corpo docente della scuola, poi, nel caso non ci fosse alcuna disponibilità, può attingere a una classe di concorso pertinente al corso scelto dal collegio. Nel caso del Pontormo si tratta della materia di etica, ma potrebbe essere: storia delle religioni, storia dell’arte, scienze, potenziamento dell’italiano per stranieri ecc. Ovvio quindi che, così facendo, gli insegnanti della materia di alternativa saranno pagati dal Ministero del Tesoro e non dalla scuola. Un grande esempio di laicità, pluralismo e, in epoca di tagli alla scuola e alla cultura in genere, un’iniziativa che si pone in netta controtendenza (creando addirittura posti di lavoro per gli insegnanti ancora precari). Non solo ma, in questo modo, Empoli va ad allinearsi al resto dei paesi europei dove etica è a tutt’oggi una materia obbligatoria e dove l’insegnamento della religione, dove esiste, è multi religioso. La cosa interessante del secondo anno di attivazione è che il Pontormo può già trarre un primo bilancio e affermare che i ragazzi hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo: infatti pressoché tutti coloro che avevano seguito l’anno scorso riconfermano la loro iscrizione e molti sono i nuovi iscritti. Il programma è suddiviso in tre parti che variano a seconda dell’età degli alunni. Una prima parte è dedicata all’etica individuale, ai vari tipi di etica succedutisi nella storia della filosofia; una seconda parte all’etica della cittadinanza e a temi afferenti all’educazione civica (dai migranti alla Costituzione italiana) e infine un’ultima parte – più adatta alle classi IV e V – dedicata ai temi spinosi e attualissimi della bioetica. I partecipanti potranno leggere autori quali Fernando Savater; Carlo Falmigni; Eugenio Lecaldano; Hannah Arendt; imparare a confrontarsi su temi assai delicati con un’impostazione del tutto laica, aperta  e plurale.

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