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A Bologna Artefiera vince la qualità dell’arte italiana Opinion leader

In primo luogo perché quest’anno le 150 gallerie espositrici (numero ridimensionato rispetto al passato) si sono tenute sul ‘solido’, cioè su artisti credibili, affermati o in via di buona affermazione. Sarà perché non c’è voglia di avventure, data  la crisi economica, che si  consiglia di proporre agli eventuali acquirenti un prodotto artistico non aleatorio; sarà perché una scelta improntata alla qualità, dell’arte italiana .- che continua a essere la cifra della fiera.-. ha più chances di tener testa ai mercati internazionali, molto proliferi, ma spesso altalenanti, che si è scelta, insomma, la strada della prudenza. Le aste in Italia nell’ultimo anno sono diminuite dalle 76 del 2010 alle 70 del 2011. Il che significa un’accortezza maggiore nel vendere e una tendenza a tesaurizzare mantenendo entro certi limiti i prezzi. Fontana per es. aveva toccato cifre surreali. Ora, pur restando a quote elevatissime, ha cessato di crescere in modo esponenziale raggiunto, se non superato, da  Burri. Comunque, a parte i nomi grandissimi, è innegabile una certa flessione del giro d’affari pur con la stabilità dei prezzi.
Il settore che ha tenuto meglio è senz’altro il contemporaneo (in senso lato). La fiera ha presentato artisti che vanno da Morandi a Y. Kusama a Kounelllis, ridimensionando anche il valore di alcuni, come Damien Hirst o Takashi Murakami .
Si può notare semmai, all’interno della fiera, un confronto abbastanza stimolante fra i rappresentanti della cosiddetta arte povera e  i trans avanguardisti. Fra un Pistoletto, un Penone , un Fabro o ancora un Kounellis o Paolini, per restare nella prima squadra,  con prezzi oscillanti fra i 150 e i 700 mila euro; e la  pittura dagli anni Ottanta in poi, con Paladino o Chia, precedentemente un po’ inflazionato, come pure gli artisti americani, più o meno  contemporanei .Un’attenzione  particolare in questa mostra-mercato  è stata riservata ad artisti più giovani, non relegati a parte , ma presentati insieme ad artisti già noti. Così sarebbe possibile, per es., farsi  un ‘regalino con 4\5 mila euro, o addirittura qualcosa meno. Spenderebbe di più chi volesse portarsi a casa il volto di una ragazza, molto adombrata, di Erik  Mark Sandberg, della Mito gallery,  diventata quasi un logo della fiera ; insieme alla più dolce immagine di Julian Opie, artista visivo, con la sua Bijou with earrings costruita al computer. Se invece si vuole un gran nome, con spesa proporzionata, è sempre una buona idea rivolgersi a un’opera su carta. Ed ecco un Marino Marini con bellissimi colori, collage e guache su carta intelata,  presso Guastalla di Livorno. Lo stesso dicasi per una tempera  di  Afro Basaldella  presso Oleandri Arte Modena . A Firenze, se avete una stanza inutilizzata potreste  acquistare i sassi cemento, Artificio naturale   di Paolo Icaro, presso la  storica galleria “Il Ponte”. Se poi addirittura aveste una piscina vuota, in questa stagione, potreste sistemarci la bellissima installazione  di Jacob Hashimoto  Armada, fatta di un esercito.-.appunto.-.di barchette dalla bianca vela, molto rilassanti,  dello  Studio La Città Verona . Se invece avete poco spazio ma abbastanza denaro ci sarebbe un piccolo.-.ma quanto bello e poetico.-.Tobey Mark. (galleria Carzaniga, Basilea). E infine,  rovinandoci in questo tempo di crisi.-.ma l’arte , quella buona, è uno dei pochi beni di rifugioQanna.-.potremmo  acquistare un 80 x110  di stoffa, tela,  sabbia e olio di Alberto Burri.

Annamaria Manetti Piccinini

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