energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

A Careggi sale il numero degli interventi in modalità robotica Innovazione

Firenze – Primi 6 mesi dell’anno, gli interventi robotici eseguiti a Careggi sono a quota 400, con previsioni che superano il risultato raggiunto nel 2014, quando la quota fu di 662 interventi robotici. Si conferma così l’eccellenza della Aouc che per quanto riguarda le nuove tecniche robotiche si conferma un valido presidio, vista anche l’aumento di offerta avvenuto in seguito, nel 2013, all’installazione di 2 nuovi robot chiriurgici nelle nuove sale operatorie di San Luca.

In realtà, l’incremento di questa tipologia di azione ha consentito non solo un aumento quantitativo, bensì qualitativo, con interventi che riguardano casi sempre più complessi , che vanno dai tumori renali e della prostata, alla chirurgia dello stomaco, intestino, pancreas, esofago e fegato. Oggi a Careggi si eseguono in media 18 interventi robotici alla settimana, con un incremento che dal 2012 ha portato da 17 a 72 interventi al mese.

Attualmente in urologia il 28% dei pazienti oncologi è operato in robotica e in chirurgia generale oncologica si arriva al 18%. Questi risultati sono stati raggiunti con un forte impegno da parte della Direzione di Careggi che dal 2013 ha investito nell’acquisizione di nuove professionalità altamente specializzate in robotica addominale a completamento dell’offerta chirurgica d’eccellenza già attiva in urologia. Questo ha consentito di rilanciare un nuovo impegno nella formazione che ha aperto la strada ad un maggior numero di professionisti da dedicare alla robotica, con l’istituzione di un Centro di innovazione per la formazione in simulazione robotica attivo dal 2014. Di seguito, gli interventi dei medici che utilizzano la nuova modalità chirurgica.

Prof. Sergio Serni Chirurgia oncologica a indirizzo robotico 
Sia nella chirurgia del tumore del rene che della prostata l’esperienza di Careggi nell’impiego della tecnologia robotica conferma evidenti vantaggi per i pazienti in termini di riduzione del sanguinamento e della degenza e, oltre a un aumento delle possibilità di intervento anche nei casi più complessi. Tuttavia e importante una diagnosi precoce della malattia per consentire di ottenere pieni vantaggi dalle avanzate potenzialità conservative e mininvasive della chirurgia robotica. Per quanto riguarda il rene è possibile asportare oltre il 50% dell’organo ma se il tumore è troppo esteso le indicazioni sono per la chirurgia tradizionale totalmente demolitiva. Nel 2014 sono stati eseguiti a Careggi, per neoplasia renale, 178 interventi conservativi di cui 154 in chirurgia robotica. Soltanto in 67 casi si è verificata la necessaria di asportare l’intero rene. Anche per il tumore della prostata è importante intervenire quando la malattia è ancora localizzata all’interno dell’organo, condizione che consente un impiego del robot chirurgico più semplice rispetto alla chirurgia tradizionale, in particolare nella conservazione dei nervi essenziali per le funzioni urinarie e sessuali. Ne 2014 a Careggi sono stati eseguiti 279 interventi di prostatectomia radicale robotica, 123 con chirurgia tradizionale arrivando ad una prevalenza del 70% nell’impiego della nuova tecnologia. 

Prof. Fabio Cianchi Responsabile endocrinochirurgia e chirurgia mininvasiva 
Uno dei grandi vantaggi del sistema robotico è rappresentato dalla possibilità di riprodurre, mediante l’impiego di strumenti dedicati, i movimenti della mano e del polso del chirurgo. Le braccia del robot ovviamente non si stancano e permettono di eliminare il fisiologico tremore della mano umana. Inoltre la visione del campo operatorio è tridimensionale con un ingrandimento del campo operatorio stesso che permette di individuare strutture anatomiche difficilmente percepibili anche ad occhio nudo. Per queste ragioni, molti interventi che con la tecnica laparoscopica tradizionale risulterebbero complessi da eseguire, possono essere effettuati con il robot in modo più semplice e con curve di apprendimento brevi, come dimostrato dalla rapida applicazione della tecnica robotica presso la nostra SOD nel campo della chirurgia dei tumori del colon-retto, dello stomaco e dell’esofago. E’ auspicabile, quindi, che nell’ambito della chirurgia mini-invasiva, il sistema robotico potrà consentire ad un numero sempre maggiore di operatori di eseguire interventi complessi, permettendo di superare difficoltà tecniche che con la chirurgia laparoscopia tradizionale potrebbero essere affrontate solo da professionisti particolarmente abili ed esperti. Pertanto è verosimile prevedere che il robot aiuterà ad aumentare rapidamente il numero di pazienti che potranno usufruire di tutti i vantaggi della chirurgia miniinvasiva anche nel caso di patologie e quindi di interventi chirurgici complessi. 

Dott. Andrea Coratti Direttore Chirurgia oncologica a indirizzo robotico 
La chirurgia generale robotica a Careggi è stata attivata da un anno e mezzo, si eseguono interventi all’apparato digerente superiore inferiore, al fegato pancreas e vie biliari. Recentemente si sta avviando una casistica anche in ginecologia e chirurgia toracica. L’avvio della robotica a Careggi è stato accompagnato da un’intensa attività tutoraggio per garantire massimi livelli di sicurezza. Abbiamo constatato che la maggior parte degli interventi sono attualmente eseguibili con il robot, anche quelli all’esofago, particolarmente complessi perché coinvolgono sia il torce che l’addome con un approccio innovativo che si sta sperimentando a Careggi in pochi centri specializzati al mondo. La robotica consente resezioni complesse con ridotto sanguinamento e tempi di degenza più brevi anche in operazioni per tumore del fegato e del pancreas. Nel caso di metastasi che comportano più interventi in tempi successivi la robotica ha mostrato rilevanti vantaggi grazie ad uno specifico approccio mininvasivo e conservativo che limita lo stress dei tessuti sani. Ma a Careggi il robot non è impiegato solo in oncologia, come dimostrano gli interventi sulle malformazioni delle vie biliari. 

Dott. Andrea Valeri Direttore chirurgia generale, d’urgenza e mininvasiva 
La robotica può dare un valore aggiunto nei tumori dell’ultima parte del retto in pazienti obesi e quindi più complessi . Il robot si è rivelato particolarmente indicato anche in tumori iniziali dello stomaco in cui c’è indicazione mininvasiva per la resezione di parte dello stomaco e delle ghiandole linfatiche. In questi casi è molto importante una diagnosi precoce che consenta di operare nella fase iniziale della malattia per conseguire i maggiori vantaggi dalle potenzialità mininvasive e conservative della chirurgia robotica. 
Prof. Paolo Bechi Direttore chirurgia d’urgenza e dell’apparato digerente ad indirizzo oncologico e funzionale 
La Chirurgia d’Urgenza e dell’Apparato Digerente dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria, oltre agli interventi robotici in campo oncologico, in particolare sul retto distale e sullo stomaco, sta applicando la tecnica robotica nell’ambito del trattamento conservativo dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. Queste malattie rappresentate dalla rettocolite ulcerosa e dalla malattia di Crohn tendono a ripresentarsi più volte nel corso della vita. 
In particolare la malattia di Crohn causa restringimenti in diverse sedi dell’intestino chiamati stenosi, che si alternano a segmenti di intestino completamente sani. Poiché i tratti stenotici devono essere asportati o by-passati chirurgicamente e la malattia è cronica, interventi chirurgici successivi, in alcuni casi anche 10 operazioni nel corso dell’intera vita, sono necessari. Pertanto, ciascun intervento deve essere il più possibile conservativo per evitare che gli interventi reiterati conducano ad una sindrome da intestino corto con insufficiente assorbimento dei nutrienti necessari per la sopravvivenza. L’approccio mininvasivo ed in particolare quello robotico sembra essere adatto a realizzare trattamenti conservativi. Per questo motivo a Careggi, fra i primi centri a livello internazionale si stanno mettendo a punto, in casi selezionati, tecniche chirurgiche che, combinando la robotica con la laparoscopia, consentono di preservare il più possibile la funzione di assorbimento dell’intestino. Inoltre l’approccio mini invasivo, in aggiunta ad essere caratterizzato da minimo sanguinamento, riduce non solo l’ampiezza delle cicatrici chirurgiche (particolarmente apprezzabile in pazienti giovani quali quelli affetti da queste malattie), ma determina anche una minore incidenza di aderenze rendendo più facili gli interventi chirurgici successivi. 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »