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A Gerusalemme un albero dedicato a Bartali Sport

Nel giorno della memoria il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha lanciato la giusta e doverosa proposta di piantare un albero dedicato a Gino Bartali nel “Giardino dei giusti” a Gerusalemme. Sarebbe un riconoscimento al contributo dato a favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale dell’indimenticabile campione fiorentino.  La Fondazione Gino Bartali da tempo lavora per quella finalità. Sta ancora raccogliendo nuove testimonianze da aggiungere a quelle già esistenti in modo da arricchire,  il già sostanzioso dossier nelle mani della commissione israeliana “Museo della memoria” competente a decidere, appunto, se dedicare un albero a Gino Bartali nel “Giardino dei giusti” a Gerusalemme.
    Tra le testimonianze già acquisite ci sono quelle di Giorgio Goldenberg, unico ebreo ancora vivente ed una anziana suora ad Assisi, punto di riferimento per Bartali quando portava nella città di San Francesco i documenti falsi da consegnare agli ebrei nascosti in convento.
    Pure la comunità ebraica di Firenze, e non solo del capoluogo toscano, da tempo alimenta iniziative allo scopo di ottenere finalmente che il nome di Gino Bartali figuri nel “Giardino dei Giusti” a Gerusalemme.
    Due alberi con questa finalità già esistono in Italia. A Padova è stato piantato un melo cotogno ed eretto uno stelo nel giardino “Cammino dei giusti nel mondo”. Nel “Giardino dei giusti” a Firenze in Via Trento invece c’è un angolo verde, con al centro un importante albero, tutto dedicato a Bartali che i volontari dell’Associazione “Angeli del bello” provvedono a mantenere sempre in ordine.
    Da sottoscrive anche un suggerimento di Matteo Renzi quello cioè di rendere una visita omaggio a quell’albero esistente nel giardino dei giusti a Firenze da parte di esponenti – dirigenti ed atleti – del meeting iridato  durante la settimana dei mondiali in Toscana dal 22 al 29 settembre, magari giovedi 26 cioè nel giorno in cui non ci sono gare (c’è soltanto il congresso mondiale di ciclismo in Palazzo Vecchio).

Franco Calamai

Foto: telegraph.co.uk.
 

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