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A Pasqua Scoppio del Carro, da Firenze a Panzano Cronaca

Come da tradizione torna a Pasqua davanti al sagrato del Duomo lo Scoppio del Carro, il più autentico e antichissimo rito di fede popolare fiorentina. Una cerimonia tutta fiorentina, risalente addirittura ai lontani tempi della prima crociata, quando nel 1101 il fiorentino Pazzino de’ Pazzi, di ritorno da Gerusalemme portò con se, come ricompensa, tre pietre focaie, per essere stato il primo Crociato ad aver espugnato le mura della città. La presenza di Pazzino de’ Pazzi e dei 2500 militi fiorentini alla Prima Crociata costituisce segno importante del ruolo di Firenze a Gerusalemme e del prestigio della città dal Medioevo. Le scaglie da allora accendono in Cattedrale il fuoco santo del  Sabato Santo, almeno fino al 1960, quando lo Scoppio fu spostato al giorno di Pasqua. Fuoco Santo che poi i giovani fiorentini portavano alle famiglie fiorentine nelle proprie abitazioni, visitandole di porta in porta. 

Nel Trecento venne introdotto l’uso del Carro e dal Fuoco Santo acceso dalle tre scaglie del Santo Sepolcro viene presa la scintilla che brucia la miccia che fa partire la Colombina che vola dall'altar maggiore del duomo al  Brindellone,  incendiandolo, tornando poi indietro. Ed è dal buon esito del tragitto, secondo la tradizione popolare fiorentina, che i contadini vedevano come sarebbe andato il raccolto. Le cronache narrano che l'ultima volta che la Colombina si è inceppata è stato a Pasqua del 1966, quando dopo qualche mese ci fu la tragica alluvione del 4 novembre.

A margine dello Scoppio, alle 10 circa, in piazza duomo si svolgerà il sorteggio tra Bianchi, Azzurri, Verdi, Rossi per le due partite del 16 e 17 giugno dell'edizione 2012 del Calcio Storico Fiorentino. La terza, la finale, sarà giocata il 24 giugno tra le  squadre che vinceranno le prime due partite.

Tutta la cerimonia dello Scoppio del Carro sarà trasmessa in diretta televisiva, dalle 9 alle 12, sul digitale terrestre da Italia 7 e sul canale 517 di Sky. Vittorio Betti sarà il telecronista dalla postazione fissa della Loggia del Bigallo assieme al supporto storico del direttore del Corteo della Repubblica Fiorentina, Luciano Artusi, mentre invece la collega Carlotta Romualdi seguirà da vicino le varie fasi direttamente in piazza del duomo.

Ma quest’anno c’è stato un prologo al Sabato Santo, giorno in cui, fino al 1960 si teneva lo Scoppio del Carro. Prologo voluto fortemente dalla diocesi per ritornare alle origini del rito religioso dello Scoppio, perché lo Scoppio del Carro è una festa religiosa, quindi della diocesi, e non del Comune.  Alle 21 una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina,  è partita dal Palagio di Parte Guelfa alla volta di piazza della Signoria, dove il vice sindaco Dario Nardella e la Famiglia di Palazzo con il Gonfalone di Firenze e le bandiere della famiglia dei Pazzi, si sono uniti al Corteo per raggiungere la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio in piazza del Limbo.

In questa antichissima chiesa si custodisce tutto l’anno il porta fuoco e il reliquiario con le Pietre del Santo Sepolcro. Dopo una breve cerimonia, presieduta dal parroco, monsignor Elio Morozzi, il corteo, a cui si è unito  quello religioso, a proseguito per piazza del Duomo dove, alle 22,30 sul sagrato del duomo, illuminatissimo, grazie alla nuova illuminazione inaugurata Giovedì Santo dal Cardinale e dal Sindaco, l’Arcivescovo ha iniziato la Veglia Pasquale, che inizia proprio con l’accensione e la benedizione del fuoco. Fuoco che a causa del fortissimo vento, e del tanto alcol buttato sopra dalle guardie dell’Opera del Duomo, ha creato non pochi problemi, lanciando saette di fuoco sullo stesso Betori, il clero, e le autorità raccolte attorno al bracere.

All’Omelia l’Arcivescovo Betori ha detto: “Abbiamo innovato quest’anno lo svolgimento dell’antica tradizione del fuoco nuovo pasquale a Firenze, riportandolo alle sue radici, proprio per esprimere che l’unica nostra luce è Cristo. Da quest’anno è più evidente l’unità tra il fuoco della veglia pasquale e del lume del cero in questa notte e il fuoco della colombina e del carro che scoppiando domani con il gioco dei suoi fuochi illuminerà la città tutta di una luce nuova, la luce della Pasqua del Signore. Sono grato – ha proseguito il Cardinale – alle autorità religiose e civili che hanno colto il mio indirizzo a ritrovare l’unità dell’evento e ne hanno proposto una traduzione semplice ed efficace. Questo ci permette di cogliere meglio il senso stesso di un’antica tradizione, così da poterla vivere con maggiore consapevolezza: Firenze celebra con grande fragore la gioia della Pasqua, riconoscendo che solo dalla luce di Cristo risorto può giungere una luce capace di illumina tutta la città e la vita dei suoi abitanti, perché solo in lui si riconosce una radice di novità vera, a cui merita affidare le proprie speranze e il proprio cammino. Mi piace pensare che tutto questo non sia soltanto un rito suggestivo, che inizia in questa notte e si compie al temine della mattinata di domani, ma sia davvero una convinzione dei cuori e un impegno che Firenze prende con il Signore. Abbiamo bisogno – ha concluso – di una luce che rompa questi schemi ormai vecchi e porti la novità di una vita che vorremmo assaporare come acqua fresca. Solo un risorto può darci questa novità, tagliando ogni legame con le cose morte che ci impediscono di alzarci e intraprendere un cammino che abbia i caratteri dell’autenticità. Bagnati dall’acqua del battesimo, con Cristo possiamo vincere la morte e costruire una vita nuova nella verità”.

Oggi invece alle 8,15 il Brindellone, accompagnato dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, partirà dal deposito del Prato, dove viene custodito tutto l’anno, per raggiungere piazza del Duomo. Alle 8,30 una rappresentanza di Bandierai degli Uffizi partirà dal Palagio di Parte Guelfa per raggiungere piazza della Repubblica dove è prevista un’esibizione di sbandieratori e musici e il ricongiungimento al Corteo proveniente da via il Prato.

Alle 9.30 una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina partirà dal Palagio di Parte Guelfa per raggiungere piazza della Signoria, dove si uniranno al Corteo il Sindaco con la Famiglia di Palazzo e il Gonfalone, per dirigersi alla volta di piazza Duomo.

In Battistero alle 10.30 celebrazione dell'Ora Sesta, al termine della quale il Cardinale Giuseppe Betori si sposta sul sagrato della Cattedrale per dare inizio alla celebrazione eucaristica con, all’intonazione del canto del Gloria, l’accensione della miccia che farà partire la Colombina.

Per la prima volta da secoli la miccia sarà accesa non da un diacono, ma da un Cardinale. Questo onore toccherà al Cardinale Giuseppe Betori.

Ma lo Scoppio del Carro del capoluogo toscano non è il solo Scoppio del Carro che si tiene in Toscana. Ecco dove si tengono gli altri Scoppi del Carro:

A Figline Valdarno alle 12, preceduto dal tradizionale Corteo delle 4 Contrade e degli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini e dall'esibizione degli sbandieratori, Scoppio del Carro.

A Greve in Chianti tradizione vuole che la colombina arrivi in piazza su un carro, dove viene appesa ad un filo che attraversa la piazza da parte a parte. Anche qui, dall'esito del volo si capisce se la stagione sarà o meno buona. Accensione della miccia alle ore 12.

A Pian degli Ontani dopo la Santa Messa tradizionale volo della Colomba Pasquale sulla piazza Acerone.

A Santo Stefano invece Processione del Cristo Risorto alle ore 7,00 per le vie del paese. Una tradizione molto sentita dai santostefanesi che culmina con la benedizione del mare: la statua del Cristo viene portata sopra il Porto e innalzata per tre volte, i pescherecci ormeggiati rispondono alla benedizione suonando le sirene.

A Panzano il volo della Colombina è invece posticipato al martedì dopo pasqua alle ore 18 ma la tradizione è quella di Firenze: la Colombina, che porta in becco un rametto di ulivo, percorre un cavo e raggiunge il carro in piazza: si accendono quindi numerosi fuochi colorati e girandole. Lo scoppio dei fuochi è accompagnato dalla processione di un corteo storico.

A Londa da quasi 50 anni  la Colombina vola a Pasqua, al termine della Santa Messa, verso le 12, in Piazza Umberto I, preceduta dalla Benedizione dei Guidatori di autovetture.

Per chi invece volesse andare per musei, eccovi l’elenco di quelli statali di Firenze  che saranno aperti in regime ordinario e in regime straordinario grazie alla disponibilità del personale che partecipa a progetti locali e nazionali,d’intesa con le rappresentanze del personale e le sigle sindacali.

La Domenica di Pasqua saranno visitabili:

Galleria degli Uffizi, dove attualmente è in corso la mostra “La Galleria degli arazzi. Epifanie di tessuti preziosi”;
Galleria dell’Accademia;
Galleria Palatina e Galleria d’arte moderna, dove ci sono le mostre “L’eleganza della memoria. Le arti decorative nel Moderno Giappone” e “Giapponismo. Suggestioni d’Oriente tra Macchiaioli e anni Trenta del Novecento”;
Museo di San Marco;
Museo del Bargello;
Museo degli Argenti e il Giardino di Boboli, dove c’è  la mostra “Di linea e di colore. Il Giappone, le sue arti e l’incontro con l’Occidente”;
le ville medicee della Petraia, del giardino di Castello, Poggio a Caiano e Cerreto Guidi;
i cenacoli di Andrea del Sarto e di Sant’Apollonia.

Il giorno di Pasquetta, 9 aprile saranno aperti:
Galleria degli Uffizi
Galleria dell’Accademia;
Cappelle Medicee;
complesso monumentale di Orsanmichele;
Museo degli Argenti e Giardino di Boboli
Museo di Palazzo Davanzati;
Cenacolo del Ghirlandaio;
Chiostro dello Scalzo;
le ville medicee della Petraia, del giardino di Castello, Poggio a Caiano e Cerreto Guidi.

Il Museo di Palazzo Vecchio – che da poco si è arricchito di due nuove sale al piano terra, Tracce di Firenze, che ripercorrono la storia della città dal Medioevo al Novecento – invece sarà aperto regolarmente anche a Pasqua e Pasquetta con orario 9-24, orario in vigore fino a fine settembre prossimo.

Gli altri musei civici saranno invece aperti solo a Pasquetta.

Da non perdere assolutamente, e per questo resterà aperta anche a Pasqua e Pasquetta, la mostra “Dinosauri in carne e ossa”, fino a settembre tutti i giorni con orario continuato fino alle 19 alla sezione di Geologia e Paleontologia in via La Pira 4 e al collegato Orto Botanico con ingresso da via Micheli 3. La mostra oltre ai ritrovamenti ossei, molti riassemblati a grandezza naturale, offre anche delle magnifiche riproduzioni complete, in plastica e sempre a grandezza naturale, di varie specie di dinosauri.

Foto di Franco Mariani

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