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A Pisa commemorato Carlo Cammeo nel centenario dell’uccisione Foto del giorno

Pisa – A Pisa è stato commemorato il centenario dell’assassinio di Carlo Cammeo. Esattamente il 13 aprile 1921, venne ucciso a freddo, da giovani fascisti, Cammeo, giovane maestro di appena 24 anni, impegnato nel partito socialista, di cui era segretario, dopo che appena poche settimane prima vi era stata la scissione di Livorno, segretario della Camera del Lavoro di Pisa e “colpevole”, secondo i suoi sicari, di propagandare con gli scritti le sue idee.

La professoressa Elena Mazzini, curatrice della mostra “Ebrei in Toscana” nel 2017 ebbe modo di dire che “il caso Cammeo ci dice molte cose sul periodo pre-marcia su Roma, sulle violenze squadriste sul territorio toscano così come su quello nazionale”.  Una corona è stata deposta  alla tomba nel cimitero ebraico. La cerimonia è proseguita poi nella sede della Società Filarmonica pisana.

Con il sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto Valdo Spini presidente della Fondazione Circolo Rosselli.  “Quante volte ce lo siamo sentiti dire in questi ultimi decenni, che “stiamo attraversando tempi difficili” a causa delle crisi economiche e sociali – ha detto fra l’altro Conti -. Così come ce lo andiamo ripetendo da un anno, da quando un virus sconosciuto ha cambiato radicalmente le nostre vite, messo in crisi l’economia e ucciso migliaia di persone. sono tempi difficili e per spiegare meglio, spesso associamo questa pandemia a una guerra in corso. Ma niente, personalmente, sembra paragonabile a quel che accadeva nelle nostre città nella lotta politica cento anni fa. Ragazzi e ragazze, giovani, studenti, lavoratori, agricoltori, operai, che si scontravano fino a uccidersi in nome di un’ideale o di un altro. Cittadini pisani contro altri pisani. Italiani contro italiani.”

Appena poche generazioni prima la gioventù di metà Ottocento, in nome di un’ideale alto e nobile, era riuscita tutta insieme a unire l’Italia dopo secoli e secoli di divisioni e dominazioni straniere. “Oggi -ha concluso Conti – credo sia giunto il tempo di affrontare attraverso una riflessione pacata e approfondita quello scorcio della nostra storia recente senza più le passioni dello scontro politico ma con l’intento di restituire il ricordo di quelle vicende al patrimonio e alla memoria condivisa che deve, una volta di più, rafforzare i valori di libertà e democrazia su cui è fondata la nostra Carta Costituzionale».

Anche l’assessora regionale all’istruzione e alla cultura della memoria, Alessandra Nardini, ha partecipato alla commemorazione in ricordo di Carlo Cammeo. “Fu un assassinio vigliacco e fascista”, ha detto, commenta Nardini. Il giovane Carlo Cammeo, ebreo, fu ucciso  perché si schierò apertamente contro il fascismo intervenendo sulla rivista “L’ora nostra”. Punto di riferimento del partito socialista pisano e della Camera del lavoro, antifascista. Aveva ventiquattro anni. Era l’inizio delle violenze, nel periodo piu’ buio della nostra storia.

“Cammeo – prosegue l’assessora – fu ucciso perché si schiero’ contro il fascismo,
era espressione del binomio indissolubile cultura-libertà. Fu tra le principali premure del fascismo annientare quelle idee, così come le persone che le incarnavano. Ma quell’idea di istruzione e di società trovarono poi uno spazio altissimo di piena cittadinanza e lo trovarono nella nostra Costituzione repubblicana e democratica, nata dalla Resistenza e della lotta di Liberazione”.

“Ed è – conclude – realizzando pienamente quanto scritto nella Costituzione, a partire dalla scuola, che possiamo onorare e celebrare al meglio il valore e la memoria di Carlo Cammeo”.

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