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A Prato, voluto dal Vescovo, un cimitero per i feti abortiti Società

Dopo la domanda che il Vescovo di Prato Gastone Simoni pose ufficialmente alla città lo scorso febbraio durante la Giornata per la Vita – “dove vanno a finire i feti abortiti?” – a Misericordia di Prato, proprietaria del cimitero monumentale di via Galcianese, alla luce anche delle recenti decisioni in materia prese dal Comune di Firenze, dove ogni anno al cimitero di Trespiano vengono sepolti circa mille feti abortiti, si appresta a far nascere un apposito spazio dedicato alla sepoltura dei feti e dei prodotti abortivi. A Firenze  si possono seppellire i bambini mai nati per aborti terapeutici o altre cause, ma non l’aborto volontario fatto di  norma entro il novantesimo giornodella gestazione, in quanto in questo caso l’embrione viene aspirato e non viene consegnato. Invece la Misericordia di Prato vuole poter seppellire anche i feti di quest’ultimo caso, in modo da dare la possibilità ai genitori che hanno vissuto un aborto naturale di seppellire il feto nel cimitero. Ed essendo un cimitero a gestione privata, e non comunale, c’è da aspettarsi domande anche da altre città toscane, essendo l’unico cimitero in Toscana a permettere tale sepoltura. Legislativamente e teologicamente sta studiando la questione  il vice correttore don Francesco Spagnesi. Questo perché i feti espulsi dopo aborti terapeutici o interruzioni volontarie di gravidanza, se non richiesti entro 24 ore dai genitori, sono considerati dalla  legge rifiuti speciali e come tali vanno smaltiti bruciandoli come un qualsiasi scarto di sala operatoria.  “La questione è importante – ha dichiarato don Spagnesi –  ma altrettanto complicata, in particolare in una città come Prato dove purtroppo si praticano moltissimi aborti”. Secondo le statistiche sono quasi 600 a Prato le interruzioni volontarie. Se Prato sarà la prima città toscana ad ospitare in un cimitero cittadino  uno spazio sepolcrale del genere, in  Italia esistono da tempo circa 40 cimiteri.  Dal 1996 esiste un associazione “Difendere la vita con Maria", nata proprio per sensibilizzare le autorità e il Paese al seppellimento dei bambini non nati. L’associazione fornisce assistenza legale ai cimiteri per stipulare apposite convenzioni con le Asl per ricevere i feti abortiti. “Nelle città dove abbiamo  stipulato la convenzione  – dichiarano all’Associazione – una volta al mese passiamo dall’ospedale, che provvede a mettere in appositi contenitori in mater-bi i feti da portare al cimitero, dove un sacerdote celebra poi il rito esequiale”.

Foto: www.tvprato.it

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