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A Tavarnelle è nata la Rete della Memoria, per non dimenticare Cronaca, Società

Barberino Tavarnelle – A Pratale il 23 luglio 1944  12 contadini che stavano cenando con le loro famiglie furono separati da donne, bambini ed anziani e fucilati senza pietà e senza motivo apparente, senza neppure fingere che si trattasse di un ‘avversario’ dai nazisti in ritirata, tranne il furto delle poche povere cose presenti nelle loro case e dei portafogli. Perfino l’unico uomo che era riuscito a sfuggire al plotone tuffandosi nella boscaglia fu ritrovato e freddato. Qualche giorno fa la strage, come avviene ormai da undici anni, è stata rievocata attraverso il ricordo di giovani e adulti che partecipano attivamente al reading “Il sangue e l’erba”, scritto e diretto da Massimo Salvianti, prodotto da Arca Azzurra Eventi, allestito nel prato della pieve di San Pietro in Bossolo a Tavarnelle.

Ma dal Chianti nasce adesso il primo nucleo del Coordinamento intercomunale della “Rete della memoria” il cui atto formale è stato sottoscritto dai sindaci e dagli assessori dei Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Bucine, Casole d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Impruneta, Firenze, Fucecchio, Greve in Chianti, Marzabotto, Monteriggioni, San Casciano Val di Pesa, San Gimignano, Stazzema insieme a sezioni Anpi di Toscana e Emilia Romagna, sindacati. Obiettivo potenziare e promuovere l’attività di diffusione, conoscenza e documentazione delle stragi nazifasciste, supportare percorsi di studio, ricerca e approfondimento, mettere in luce anche agli episodi meno noti, portare avanti nel corso dell’anno l’impegno istituzionale a non dimenticare e trasferire ai giovani la necessità di alimentare la memoria collettiva che si amplia e si rafforza negli obiettivi della rete.

Ricordare è una funzione vitale del nostro essere cittadini– spiega il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli – senza la memoria e la conoscenza di ciò che è stato in uno dei periodi più cupi della nostra storia, non possiamo neanche pensare di amministrare e progettare il futuro delle nostre comunità. Alla condivisione dei principi della Carta Costituzionale, quali libertà, democrazia, solidarietà e uguaglianza, valori pagati a caro prezzo da migliaia di vittime civili e militari nei territori toscani accompagniamo la volontà pubblica di costruire le fondamenta di una nuova collaborazione con i comuni toscani che portano i segni indelebili di morte e violenza, ferite di una guerra aperte dalle rappresaglie nazifasciste e mai più richiuse: la memoria non è una cicatrice da rimarginare con il tempo, è fonte di vita e ispirazione, è un modello culturale da perseguire per l’affermazione delle differenze, delle libertà individuali e collettive e alzare un muro di fronte al razzismo, alla discriminazione, all’odio”.

Il progetto, che ha raccolto le adesioni di altri enti locali come Massa Marittima, Castelnuovo Val di Cecina, Radicondoli, Volterra, Pomarance, Poggibonsi, i quali hanno manifestato interesse a far parte attivamente della rete, è stato lanciato dalla giunta Baroncelli proprio nel giorno della rievocazione dell’eccidio. E ha raccolto anche il sostegno del presidente della Regione Eugenio Giani. “Non possiamo concepire la Memoria – ha sottolineato il Governatore toscano – come un dovere astratto, ma come tributo a vite martirizzate nella lotta per le nostre libertà, per l’affermazione della nostra dignità, per la costruzione di quella democrazia che oggi diamo troppo per scontata e che talvolta non riusciamo a cogliere in tutta la sua bellezza. Tutta la Toscana, durante il passaggio del fronte, è stata macchiata da analoghi episodi di violenza e rappresaglia, il sentimento che questa commemorazione evoca è diffuso e presente e deve continuare ad esserlo anche nelle nuove generazioni”.

 

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