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Abbattimento alberi storici per tramvia, scatta l’esposto a Sovrintendenza e Procura Ambiente

Firenze – Non c’è tregua alle polemiche sui lavori della tramvia. A poche settimane dall’avvio dei lavori di costruzione delle linee 2 e 3, torna a levarsi anche la voce di Italia Nostra che – insieme al Coordinamento 20 Gennaio – stamattina ha reso noto l’esposto presentato alla Sovrintendenza e alla Procura della Repubblica contro l’abbattimento di 80 alberi storici Viale Morgagni e di altri 100 per le vie della città. La ratio dell’esposto non poggia, questa volta, unicamente sulla tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, ma attinge direttamente all’impianto legale regio che, nel lontano 1926, riconobbe le alberature di Viale Morgagni come rientranti a pieno titolo fra i Parchi della Rimembranza, dunque monumenti pubblici soggetti a tutela monumentale. I documenti parlano chiaro: dopo la visita del principe Umberto del febbraio 1923, la Giunta Comunale di Firenze approvò la delibera “Viali e piazze della città. Piantagione di alberi della Rimembranza”, con cui stabiliva di assecondare “la nobile iniziativa del Governo nazionale per onorare coloro che dettero la vita per la grandezza dell’Italia”.

Quegli alberi sono insomma un monumento ai caduti tutelato per legge e riconosciuto, tra gli altri, anche dal Codice del Beni Culturali. Da qui, la lettera alla Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per l’avvio di una procedura di verifica sulla fattibilità giuridica (molto dubbia) dell’abbattimento. Le ragioni della viabilità prenderanno il sopravvento su quelle del sentimento storico? “Non si capisce perché debbano essere abbattuti alberi tutelati come un monumento”, ha dichiarato Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra. “Con questa richiesta ribadiamo la denuncia già inoltrata nel 2007 dal magistrato Giovanni Losavio, al tempo presidente nazionale. Già all’epoca fu abbattuta una trentina di alberi; adesso si riparte con gli interventi, che devono però essere autorizzati dal Soprintendente, ma ad oggi la richiesta di autorizzazione non ci risulta neanche inoltrata”.

delibera 23

Ma aldilà dell’eventuale nulla osta per il Viale Morgagni, sono significative le conseguenze ambientali generali denunciate dall’associazione . “Questi alberi, come anche quelli di Via dello Statuto, con la loro chioma maestosa, svolgono una funzione importantissima di mitigazione dell’inquinamento atmosferico. Con tutto il cemento che verrà colato non ci sarà posto che per le margherite, senza considerare che gli alberi che il Comune ha intenzione di piantare in sostituzione sono inadatti, avendo una struttura che va in altezza. Quindi neppure fra trent’anni avremo un volume verde come quello attuale. La cosa da fare sarebbe, semmai, reimpiantare gli alberi che adesso mancano”.

L’occasione dell’esposto ha sollevato anche problematiche di più ampio respiro, prima fra tutte il rischio idrogeologico.Le opere strutturali per il tracciato delle linee 2 e 3 sono devastanti e irreversibili”, ha dichiarato Deanna Sardi del Coordinamento 20 Gennaio. “Il problema imminente è l’allarme sul torrente Mugnone, molto facile a esondare. Nel 2013 Gaia Checcucci, Segretaria generale del Bacino Arno segnalò la necessità di un rimodellamento del percorso o degli argini del fiume. Non solo non è stato fatto niente, ma adesso, per far spazio alla tramvia, viene abbattuta una passerella e costruito un ponte. Una campata di 10 metri andrà a coprire il Mugnone, facendo da tappo all’acqua. Il Comune deve dirci come intende proteggerci dal rischio esondazioni”. Poi il traffico, primo in linea della lista nera delle previsioni. “Non siamo contro la tramvia come idea – così Raniero Casini, portavoce del coordinamento  – perché è certamente una soluzione ecologica al traffico degli autobus a diesel, ma contestiamo un progetto per la linea tramviaria, che intanto è vecchio di 25 anni e poi risponde a una concezione centripeta, insistendo sul centro e sulla stazione di Santa Maria Novella”. Alternative? “Non siamo noi a doverne porre. Semmai, le attendiamo”.  

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