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Abbattimento degli alberi, quale danno al patrimonio? Breaking news, Dibattito politico

Firenze – Riceviamo e pubblichiamo dal dottor Lorenzo Orioli, agronomo:

“Ciò che sta recentemente accadendo a Firenze, a causa del taglio delle alberature, viene di solito giustificato con la promessa di un reimpianto degli alberi, promessa che, per ora, non è stata appieno mantenuta. L’approccio che sinora si è seguito, nelle varie dichiarazioni pubbliche da parte degli amministratori, è stato meramente quantitativo, in un balletto di numeri tra le piante da abbattere e quelle da impiantare. Tutto questo a prescindere dal contesto e dal materiale biologico di riferimento: gli alberi appunto, intesi però in merito alle loro caratteristiche botaniche e alla loro valenza ambientale. Insomma, gli alberi sono stati trattati alla stregua dei pali della luce. Le cosiddette potature a palo che ci capita di incontrare lungo le strade, quali vere e proprie amputazioni, sono la deludente testimonianza di questo approccio.

Invece, il ruolo multifunzionale che svolge un albero – è risaputo – è ampio: va dalle funzioni di mitigazione micro-climatica a quelle di regolazione del ciclo idrologico, sino alla creazione di contesti che favoriscono la socialità in ambiente urbano. Dare un valore sintetico monetario a tutto questo non è facile. L’estimo agrario e forestale ci viene incontro. L’American Forestry Association (LIPU, 2010) stima a 57.000 dollari US (pari oggi a circa 48.419 euro) il valore globale di un albero di 50 anni di età in ambiente urbano. E’ da qualche decennio infatti che metodologie estimative sugli alberi ornamentali – elaborate sia negli USA che in Gran Bretagna, in Germania come in Svizzera – sono sempre più impiegate dai settori del verde pubblico per valutare i danni procurati da terzi, soprattutto privati. Ma quando il danno alle alberature è causato dallo stesso settore pubblico? Molto si parla dei benefici di future piantumazioni, ma molto meno circa i danni legati alla cantieristica (tipicamente la Tramvia di Firenze) o al taglio massivo effettuato per motivi di sicurezza. In Italia, stime ne sono state fatte e in un contesto analogo a quello della città di Firenze, a Bologna per esempio, un ippocastano è stato valutato complessivamente circa 22.000 euro (Tugnoli, 2012). Ora, non per mero esercizio intellettuale, ma volendo fare un’analisi ex post e di tipo analogico, rispetto a quanto avvenuto in Viale Corsica a Firenze, con il taglio indiscriminato di 59 ippocastani, di cui 25 ricadenti nella classe di stabilità B, il valore del danno ammonterebbe a 550.000 euro; infatti, l’eliminazione dei molteplici benefici degli alberi può essere letta come danno al patrimonio ed alla collettività, in quanto per i prossimi almeno venti anni non si potranno ripristinare le condizioni originarie del contesto urbano di quel viale, a prescindere dalla specie arborea scelta per la ri-piantumazione. Il danno allora si presenta come eliminazione di un beneficio goduto precedentemente ovvero come pregiudizio ad un benessere che è stato negato, procurando negativi impatti. Il valore di sostituzione tra piante giovani e piante adulte, pre-esistenti in un sito, sia dal punto di vista economico che ecologico, non è infatti lo stesso, ed il periodo di attesa e di ripristino della funzioni ecologiche originarie si misura come mancanza di benefici. Al valore economico dei singoli alberi va aggiunto il costo di reimpianto che, nel nostro caso specifico, ammonta a circa 2000 euro per ippocastano, ovvero, in totale, 118.000 euro. Così, siamo arrivati a stimare – letteratura specialistica alla mano – e per difetto, un costo/danno di 668.000 euro nel Viale Corsica.

Lo stesso Comune di Firenze ci fa sapere, per il tramite dell’Ufficio Città Sostenibile, che il beneficio apportato da un singolo albero in un anno, in termini di risparmio energetico, ombreggiamento ed evapotraspirazione, vale, in termini monetari, circa 18 dollari US, pari oggi a circa 15 euro. Quindi, per tutti gli alberi abbattuti del viale Corsica, tale valore arriverebbe a 17.700 euro considerando il periodo di venti anni. Analogamente, si stima il beneficio ecologico apportato da un singolo albero su di un anno di tempo, pari a circa 71 kg di CO2 non emessa e quindi sequestrata dalla biomassa arborea. Il totale del beneficio ecologico che è venuto meno a seguito dell’abbattimento degli ippocastani corrisponde alla fine a 83.780 kg di CO2 su venti anni. Non consideriamo poi il valore economico associato ad una modifica del paesaggio urbano, per cui, in questo caso, le metodologie estimative sono ancor più raffinate e complicate.

L’intervento sul Viale Corsica, quale caso studio paradigmatico per la città di Firenze, dà conto di un esborso di soldi pubblici, direttamente ed indirettamente, pari a 685.770 euro.

Tale esercizio estimativo, pur nella sua estrema semplicità, potrà risultare utile nel verificare la bontà economica nonché ecologica, della pratica del taglio, ovunque e comunque, delle alberature cittadine, come previsto nell’imminente futuro”.

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