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Abete a messa in Battistero per Artemio Franchi Sport

In occasione del trentennale della scomparsa di Artemio Franchi, avvenuta il 12 agosto 1983, questa mattina, al cimitero di Soffiano, la città di Firenze si è stretta attorno a un grande uomo di sport e di cultura.  Il presidente della Figc Giancarlo Abete ha partecipato questa mattina alla messa celebrata nel Battistero di San Giovanni a Firenze per il 30° anniversario della scomparsa di Artemio Franchi, uno dei più grandi dirigenti italiani, morto il 12 agosto del 1983 a causa di un tragico incidente stradale.“A fine anno – aveva annunciato Abete venerdì scorso in occasione della presentazione dei calendari di Lega Pro – porteremo avanti il progetto della Fondazione Franchi con la fusione con la Fondazione Museo del calcio, che intitoleremo ad Artemio. Franchi è stato un grande dirigente, che ha legato il suo nome al calcio italiano e a quello internazionale come presidente Uefa”. Oltre alla famiglia e ai figli Francesco e Giovanna, insieme ad Abete c'erano: Francesco Ghirelli direttore generale Lega Pro, per la Fondazione Artemio Franchi oltre ai figli Francesco e Giovanna, Franco Torrini, Claudio Nassi, Vittorio Mormando, Marcello Marchioni e Fino Fini.

La S. Messa di suffragio è stata officiata nel Battistero di S. Giovanni da Monsignore Carlo Mazza, Vescovo di Fidenza e componente il Comitato Etico Lega Pro. Durante l'omelia monsignor Mazza ha sottolineato il valore filosofico e culturale delle scelte di Artemio Franchi, che grazie alla sua lungimiranza ha contribuito a far nascere una cultura sportiva: "Artemio Franchi ha affidato al calcio un'importanza tale da diventare oggetto di rilievo nazionale, oggi il calcio appartiene all'Italia. Deve quindi essere difeso come espressione dei valori culturali. Egli – ha aggiunto Monsignore Mazza – aveva il genio della lungimiranza, la memoria –- supera la gratitudine, e il mondo del calcio deve tenerne in grande considerazione".


Presidente della Lega semiprofessionisti dal 1959 al 1965 (l’attuale Lega Pro), commissario Aia e della Lega nazionale professionisti, nel 1958 Franchi venne eletto vicepresidente della Federcalcio per poi ricoprire una prima volta l’incarico di presidente della Figc dal 1967 al 1976, succedendo a Giuseppe Pasquale. Sotto la sua gestione la Nazionale, guidata dal Ct Ferruccio Valcareggi, tornò a vincere nelle competizioni internazionali dopo 30 anni conquistando il Campionato Europeo del 1968 e ottenne il secondo posto al Campionato del Mondo del 1970. Il 15 marzo 1973 Franchi fu eletto presidente dell'UEFA, e nel 1974 Vicepresidente della FIFA, ragion per cui lasciò nel 1976 l'incarico in FIGC a Franco Carraro, dovette poi assumere nuovamente la presidenza della Federcalcio italiana due anni dopo, quando lo stesso Carraro fu nominato Presidente del CONI. Dal suo amore per il calcio nacque anche il Centro Tecnico Federale di Coverciano, ancora oggi quartier generale delle nazionali italiane e tra i fiori all’occhiello della Federcalcio.


 

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