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Accampata, assemblee e commissioni tematiche riscrivono la città Cronaca

Continua l’accampata fiorentina a piazza Santissima Annunziata, dove sono spuntate una cinquantina di tende a testimonianza della volontà di continuare a far vivere il grande laboratorio collettivo dove commissioni tematiche sviluppano i grandi temi del nostro tempo: riqualificazione e uso di spazi pubblici abbandonati, reperimento di nuovi spazi collettivi e modalità con cui far rivivere la partecipazione dei cittadini, la sfida della crisi economica e nuove proposte, beni comuni e loro ruolo per rilanciare interessi collettivi incomprimibili da qualsiasi crisi, azione locale. Gli eventi si susseguono, le occasioni di discussione pubblica pure. Intanto, flash mob delle 17 per i ragazzi “Occupy” di piazza Santissima Annunziata: una decina di persone in bicicletta hanno attraversato i punti di maggiore flusso del centro indossando diversi vestiti simbolo di quel 99% di popolazione che paga la crisi mondiale (precari, pensionati, cassintegrati), per mobilitare la città. Un trillo di sveglia ha dato inizio alla “performance”: i ragazzi si sono immobilizzati in cerchio gridando ai passanti “quale futuro?” “tagli e sacrifici” “precarietà di vita”. Infine, un urlo liberatorio “Uniamo le nostre indignazioni, appuntamento in piazza Santissima Annunziata”.Questa mattina i ragazzi avevano offerto tè e brioches ai passanti. A margine delle assemblee, delle iniziative, molti cittadini passano, magari in bicicletta o con i bambini nel passeggino, si fermano, scambiano qualche parola. Sembra che tutta la città alla spicciolata e un po’ in sordina venga a vedere, ascoltare, scambiare idee con i ragazzi della piazza. Andiamo piano per arrivare lontanto … è forse in queste parole con cui si chiude uno dei volantini informativi degli “occupanti” la chiave di questo evento. O forse, sono le parole di Tiziano, un pensionato che si immerge in una discussione sul lavoro con un gruppetto di ragazzi, a dare la propsettiva giusta: “Di certo, se qualcosa di nuovo emerge in questo paese, proverrà da occasioni come queste. Se aspettiamo i partiti o la politica dei palazzi, siamo finiti”. In realtà ciò che sconcerta chi è abituato ad avere a che fare con fenomeni sociali o dichiaratamente politici, è proprio la “liquidità” del movimento. Come tengono a precisare i partecipanti all’accampata, le decisioni vengono prese all’unanimità, in una sorta di assemblea pubblica permanente. Né, leader, né ruoli, né bandiere. Anche sugli obiettivi, le risposte sono disarmanti: “non abbiamo un obiettivo chiaro e definito poiché è dalle assemblee e dalla volontà di tutti che vengono di volta in volta scelte e definite le azioni e le problematiche da trattare”.  E qualcuno si balocca ancora con il “leader carismatico” …..

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