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Accoglienza: a Prato diventa realtà il sogno di Salim Cronaca, Società

Prato – Prato è la città che della diversità e dell’accoglienza ha fatto il suo punto di forza. Nel dopoguerra prima gli immigrati del Sud poi in tantissimi dall’Asia, dall’Africa mediterranea e sub sahariana qui hanno trovato lavoro nelle fabbriche e nel terziario dando vita a una umanità varia e variegata unica in Italia.

Incontriamo Salim Mazigh anni 24, famiglia del Marocco, diplomato al Francesco Datini di Prato, 4 lingue all’attivo (italiano inglese francese e arabo), un lavoro in fabbrica, fan della cantante Beyoncè e nel tempo libero modello per una casa di moda la cui fondatrice è una giovane donna brasiliana. È entrato nel mondo della moda per caso: durante una sfilata a Milano lui era tra il pubblico e fu notato dalla responsabile della Maison per i suoi particolari capelli folti e ricci.

Da allora il sogno per Salim sembra possa avverarsi, lui che da piccolissimo insieme  alla mamma sfogliava le riviste di abiti orientali immaginando da grande di indossarli.

Da circa un anno frequenta questa casa di moda toscana che ha come modelli giovani di diversi paesi europei ed extra europei e che punta a valorizzare  la loro diversità come un valore da salvaguardare.Infatti anche se questi ragazzi sfilano,per volontà della casa di moda è bandita la perfezione fisica e cosí no all’eccessiva magrezza o obesità in virtù di una sana alimentazione.

E gli amici con cui sfila Salim a Milano (ha sfilato per l’African Fashion Week) e Firenze sono albanesi, rumeni, ucraini, italiani: giovani di terza generazione perfettamente integrati nella società e che non si pongono il problema del colore della pelle o di un credo diverso da quello cattolico. L’importante è rispettarsi reciprocamente e “fare squadra”.

Su Prato, dice Mazigh: “Amo la mia città, la trovo unica e speciale e non vorrei vivere in nessun altro posto. Sono cittadino italiano e fiero di questo Paese in cui desidero vivere. Amo tutto di questa terra i profumi, i colori, i sapori e quando sono fuori per lavoro non vedo l’ora di tornarci. Se anche dovessi trasferirmi all’estero l’Italia è il posto dove vorrei sempre vivere. Da grande il mio desiderio più grande è quello di far felici i miei genitori,e che essi siano orgogliosi di me.”

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