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Accordo Confindustria/Intesa: 12 miliardi alle imprese toscane Economia

Firenze – Si è svolta oggi a Firenze la tappa regionale del roadshow per la presentazione del nuovo Accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. Basato sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità”, l’accordo mette a disposizione 12 miliardi di euro per le imprese toscane – nell’ambito dei 150 miliardi di euro del plafond nazionale – per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il PNRR.

Alla presenza di numerose imprese toscane, hanno aperto i lavori i saluti del Presidente di Confindustria Firenze e Toscana, Maurizio Bigazzi e del Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, Tito Nocentini. Dopo una analisi dello scenario economico locale a cura di Sara Giusti della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, è intervenuto Andrea Bartolini, Direttore Commerciale Imprese Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, che ha illustrato i contenuti dell’Accordo nonché le prime iniziative congiunte. Le tematiche sollevate sono state approfondite nella tavola rotonda successiva, cui hanno preso parte tre testimonianze aziendali: Mario Dorin, Officine Mario Dorin Spa, Pietro Saloi,  Tecno Service Srl, Alessandro Sordi, Nana Bianca Srl.

L’Accordo presentato oggi alle imprese toscane – di durata triennale e firmato lo scorso ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo – pone al centro iniziative a supporto delle aziende in ambito di digitalizzazione e innovazionerafforzamento della struttura finanziaria e patrimonialepotenziamento delle filiere e sostenibilità.

Le nostre imprese stanno facendo importanti investimenti per affrontare le due grandi transizioni in atto: quella digitale e quella green. Hanno necessità di strumenti che supportino i loro sforzi, come quello messo in campo con questo accordo – dichiara Maurizio Bigazzi, Presidente di Confindustria Firenze e Toscana –. Oggi più che mai è necessario che il sistema del credito sia un vero partner delle nostre aziende, soprattutto di quelle piccole e medie. E questo vale a maggior ragione adesso, in presenza di incrementi dei costi mai visti prima, che comprimono i margini e la capacità di investimento su processi, prodotti e mercati”.

“Oggi le imprese toscane, che hanno mostrato un’elevata capacità di reazione durante i periodi più duri della pandemia, sono chiamate ad affrontare l’ulteriore sfida di una svolta verso la transizione ambientale e digitale, ancora più necessaria a fronte della complessità dei nuovi scenari geopolitici ed energetici, ha commentato Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. Intesa Sanpaolo sostiene gli investimenti delle imprese, in particolare quelli orientati ai criteri ESG e ai principi dell’economia circolare, e mette in campo 12 miliardi di euro per le PMI toscane, grazie al rinnovo della più che decennale collaborazione con Confindustria”.

L’intesa consolida e rinnova la collaborazione ultradecennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009 sono stati sottoscritti diversi accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione. 

IL SISTEMA PRODUTTIVO DELLA TOSCANA
A cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo

La Toscana è caratterizzata da una buona vocazione industriale che rappresenta il 20% del valore aggiunto regionale e al contempo mostra un’elevata competitività sui mercati internazionali con una propensione all’export pari al 40,6%, superiore alla media italiana e a quanto osservato in regioni come Lombardia (34,6%) e Piemonte (36,1%).

La regione mostra un’elevata specializzazione nel sistema moda nei settori del tessile, abbigliamento, pelletteria e oreficeria, soprattutto nelle produzioni di fascia alta e nel segmento del lusso con la presenza di importanti operatori internazionali e con un’organizzazione prevalentemente distrettuale che si distingue per un forte radicamento nel territorio con legami di filiera che privilegiano relazioni di prossimità. È buona la diffusione anche di altre specializzazioni produttive come il cartario, la nautica, il marmo, l’agro-alimentare con le produzioni di olio, vino e il florovivaismo. Inoltre, si sono affermate realtà interessanti in settori come la farmaceutica e il biomedicale che esprimo dei poli di eccellenza sostenuti da un’intensa attività di ricerca.

La competitività di questa regione si manifesta soprattutto sui mercati esteri: nel 2021 l’export ha raggiunto i 47,7 miliardi di euro, superando i livelli pre-crisi del 2019  (+10,4%) e con un aumento dell’89% rispetto al 2008. Dei 19 distretti monitorati dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo in questa regione, 10 hanno superato i livelli di export pre-pandemici. Tra quelli con migliori risultati l’Oreficeria di Arezzo (+23,5% sul 2019), la Camperistica della Val d’Elsa (+40,5%), il Florovivaismo di Pistoia (+40,6%), la Nautica di Viareggio (29,1%).

Il conflitto in Ucraina è arrivato in un momento di ripresa per l’economia toscana. Nel complesso, la Toscana, ha realizzato nel 2021 esportazioni verso Russia e Ucraina per circa 500 milioni di euro e presenta un’incidenza contenuta di questi mercati sul totale esportato (1,1%), inferiore anche alla media italiana. In alcuni distretti però si evidenzia un’esposizione più rilevante: è il caso del Mobile imbottito di Quarrata (3,7%), delle Macchine per l’industria cartaria di Lucca (3,1%) e delle Macchine per l’industria tessile di Prato (2,7%).

Il maggiore canale di trasmissione della guerra è rappresentato dai rincari dei prezzi delle materie prime. Il balzo dei prezzi di petrolio e, soprattutto, del gas naturale, penalizzerà in modo significativo il reddito disponibile dei consumatori e i margini delle imprese con effetti sia sui consumi che sugli investimenti.

Il conflitto in Ucraina rende ancora più urgenti i temi dell’ambiente e della tecnologia che possono favorire il risparmio di materie prime, l’efficientamento dei processi e la diversificazione dei mercati di sbocco. Al contempo, se i problemi di approvvigionamento innestati dalla pandemia e poi amplificati dall’invasione russa porteranno a una regionalizzazione su base continentale delle catene globali del valore, si potranno aprire opportunità per i territori italiani che come la Toscana sono caratterizzati dalla presenza di filiere strutturate a livello locale.

I prossimi anni saranno dunque decisivi per l’economia italiana e anche per quella della Toscana. Il PNRR potrà favorire un intenso processo di riforme per poter rilanciare investimenti in digitale, transizione green, infrastrutture, formazione e ricerca, con un’attenzione particolare a giovani, donne e precari.

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