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Accordo fra Regione e Comune di Firenze per la rivalutazione dell’ex Meyer Politica

È di ieri, 20 settembre, la firma che Salvatore Allocca, assessore regionale al Welfare ed alle Politiche per la casa, Claudio Fantini, assessore della Casa del Comune di Firenze, e Luca Tarulli, presidente di Casa Spa, hanno apposto sul protocollo d’intesa per la ricollocazione delle risorse dell’area ex Meyer di Firenze. Negli spazi dove prima sorgeva l’ospedale pediatrico fiorentino verranno realizzati 17 alloggi di edilizia residenziale pubblica anche grazie allo stanziamento di 2,2 milioni di euro. «Dopo Torre Agli – ha dichiarato l’assessore Allocca dopo la firma – abbiamo concluso un altro importante accordo con il Comune di Firenze con l’obiettivo di aumentare l’offerta di alloggi da destinare alle fasce più deboli della popolazione. Per esigenze di natura puramente funzionale ed organizzativa, la parte dell’area ex Meyer che è di proprietà del Comune, sarà destinata ad uffici regionali. In cambio, permutiamo la parte che è di nostra proprietà dell’ex calzaturificio INC, in zona San Jacopino, dove con altre risorse potranno essere realizzati altri alloggi. Nell’immediato, gli oltre 2 milioni di euro inizialmente stanziati per l’ex Meyer, vengono dirottati al completamento delle ex Murate, per ricavare altri alloggi di edilizia pubblica». In cambio della cessione di alcuni spazi dell’ex Meyer al Comune, infatti, la Regione guadagnerà degli spazi per collocare eventuali ufficio nell’area dell’ex carcere delle Murate. «La realizzazione di ulteriori alloggi di edilizia residenziale pubblica alle Murate  é certamente un fatto positivo, – ha commetato l’assessore Fantoni – ma lo é ancora di più se consideriamo la delicata situazione abitativa che sta investendo i principali comuni italiani, l’alto numero di sfratti eseguiti ed in particolare l’alta percentuale, tra questi, di quelli per morosità. Gli alloggi che verranno realizzati, a seguito del progetto di recupero definitivo saranno 10 o 12, che si aggiungono ai 73 già assegnati ed abitati e ai diversi spazi per attività sociali, culturali ed economiche, rappresentano un ulteriore tassello della complessiva opera di recupero e riqualificazione di un importante complesso che, per le sue caratteristiche e qualità, é un modello positivo che é stato preso ad esempio e oggetto di studio sia in Italia che all’estero». 

 

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