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Acqua e amianto, Medicina Democratica: “Impossibile normare” Ambiente

Firenze- Acqua e amianto, si possono mettere nero su bianco i livelli tollerabili per la salute umana del pericoloso materiale nell’acqua che beviamo, utilizziamo per la doccia, il caffè, il minestrone? No, dicono i referenti di Medicina Democratica toscani Gino Carpentiero, Gianluca Garetti, Maurizio Marchi e David Mattacchioni.

Si basano su alcune ricerche e sui dati internazionali, che citano nella nota odierna, con cui attaccano la volontà della Regione Toscana di procedere a una normativa che “regoli” i livelli di amianto sopportabili nell’acqua quotidiana.

L’Istituto Superiore della Sanità e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) prendono in considerazione le malattie che la letteratura scientifica indica associate all’esposizione all’amianto – informa Medicina Democratica – mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, tumore maligno della laringe, di trachea, bronchi e polmoni, e ovaio, e pneumoconiosi”.

“Sono stati analizzati i dati disponibili nelle basi di dati dell’Ufficio di Statistica dell’ISS per quanto riguarda la mortalità e l’ospedalizzazione. Inoltre fin dal 30 gennaio 2013 il Parlamento europeo stabilisce: “anche diversi tipi di tumori causati non soltanto dall’inalazione di fibre trasportate nell’aria, ma anche dall’ingestione di acqua contenente tali fibre, proveniente da tubature in amianto – sono stati riconosciuti come un rischio per la salute e possono manifestarsi addirittura dopo alcuni decenni” (articolo 37)”.

Insomma, per farla breve, le fibrille d’amianto sarebbero dannose “sia se inalate che ingerite” come sostiene il prof. Giancarlo Ugazio (ex patologo ambientale dell’Università di Torino). Il professore, nelle sue pubblicazioni si richiama “alle numerose ricerche del patologo giapponese Omura, fin dal 2006”.

E dunque? Medicina Democratica lancia un appello e un augurio alla Regione Toscana: vale a dire, che “mentre si appresta a “normare” la presenza di amianto nell’acqua potabile, impegni l’AIT e i gestori del Servizio Idrico Integrato a sostituire le vecchie tubazioni di cemento amianto in tempi strettissimi: una grande opera da compiere subito”.


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