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Tariffe di Nuove Acque. Legambiente segnala profitti illegittimi Ambiente

“La gravissima siccità che ha colpito in queste settimane la Toscana testimonia ancora una volta l’urgenza di un salto di qualità nella pianificazione e gestione della risorsa idrica. Eppure, niente si muove nella nostra regione – hanno dichiarato Fausto Ferruzza presidente di Legambiente Toscana e Beppe Croce, Legambiente Arezzo -, ribadendo che le amministrazioni pubbliche locali non hanno preso in minima considerazione la volontà espressa dagli elettori con il referendum sull'acqua del 12 e 13 giugno 2011, nonché le decisioni della Corte Costituzionale che ad esso si sono succedute”.
Un esempio? Quello che ha portato l'associazione ambientalista Legambiente regionale e di Arezzo, a scrivere all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, all’Autorità Idrica Toscana (per l'area in questione ex Ato 4) e al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Si tratta dell'esistenza di un comportamento illegittimo, spiega Legambiente, della società Nuove Acque Spa, la quale contemplerebbe la componente “remunerazione del capitale investito” nel calcolo della tariffa applicata agli utenti, abrogata dal risultato referendario del giugno 2011. Praticando così un profitto ingiusto.
Legambiente invita per questo i tre soggetti, ciascuno per quanto di competenza, a controllare e sanzionare Nuove acque spa. E chiede che quanto sancito dal voto referendario del 12-13 giugno 2011 sia rispettato, mettendo mano ad una riorganizzazione del servizi idrici coerente con la volontà degli elettori. Che si avvi quindi in Toscana, a partire dal caso di Arezzo,  un processo di consultazione e confronto di tutte le parti coinvolte: le amministrazioni locali, sindaci in particolare, e i diversi stakeholder (portatori di interesse) dell'"acqua bene comune".

E’ infatti trascorso, ricorda la nota di Legambiente, più di un anno dai due referendum del 12 e 13 giugno 2011 sull'acqua, con i quali lo ricordiamo gli italiani hanno votato no ai profitti sull'acqua (votando sì al quesito abrogativo “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”, e no alla privatizzazione dell'acqua (votando sì al quesito “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”, esprimendosi per una gestione del servizio idrico totalmente pubblico.

Foto www.agrpress.it

 

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