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Acquisti alimentari, Cia: “Famiglie ancora in difficoltà” Economia

La Cia commenta il rapporto diffuso oggi dall’Istat: il dato di febbraio è incoraggiante, ma certo non è sufficiente a invertire la tendenza fortemente negativa dei consumi. La situazione resta ancora molto difficile. Sempre più italiani si rivolgono ai discount e guardano quasi esclusivamente a offerte promozionali e sconti commerciali. A febbraio le vendite di prodotti alimentari crescono dello 0,7% rispetto al mese precedente e aumentano del 2,3% sull’anno: si tratta di un primo segnale incoraggiante, che segue la performance positiva di gennaio “gonfiata” dall’effetto Capodanno ed Epifania, ma certo non sufficiente a invertire la tendenza fortemente negativa dei consumi delle famiglie, con la spesa crollata del 5% dal 2008. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati sul commercio al dettaglio diffusi oggi dall’Istat.

La situazione economica degli italiani resta ancora molto difficile e improntata al massimo risparmio – spiega la Cia – nonostante a febbraio, per la prima volta dopo mesi, crescono più le vendite nei supermercati che nei discount alimentari (+3,4% contro +2,9%). La crisi, con la perdita netta del potere d’acquisto, la pressione fiscale in aumento e le difficoltà occupazionali, ha completamente cambiato le abitudini alimentari degli italiani e il modo di fare la spesa: nell’ultimo anno sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il menù quotidiano, una famiglia su tre è stata costretta a “tagliare”  gli acquisti per la tavola, mentre oltre il 30% è stato obbligato, a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Inoltre, poco meno del 40% degli italiani ha ammesso di comprare ormai quasi esclusivamente nei discount o approfittando degli sconti e delle promozioni commerciali della Gdo.

Sul fronte dei “tagli” – come risulta dai dati Cia – si riscontra che, negli ultimi dodici mesi, il 41,4% delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37% quelli di pane e il 38,5% quelli di carne bovina.
Si tratta di numeri che fotografano una difficoltà ancora molto evidente degli italiani – conclude la Cia – e certo non basta una variazione positiva a risollevare il trend generale delle vendite e dunque i consumi, da molto tempo stagnanti. Le prospettive per il futuro restano “nere”, tenendo conto anche del salasso quotidiano per il “pieno” e soprattutto del previsto nuovo aumento dell’Iva.

Foto www.revenews.info

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