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Addio a Vasco Baroni, il gregario dei gregari Sport

Nato il 24 dicembre del 1928, Vasco, fratello del più celebre Mario (gregario di due toscanacci doc come Gino Bartali e Fiorenzo Magni e vincitore in carriera di una tappa al Giro d’Italia e una alla Vuelta di Spagna, entrambe nel 1957), nei suoi sei anni di professionismo, dal 1952 al 1957, ha incarnato lo spirito del gregario in tutta la sua totalità: tanta fatica in favore del capitano, vittorie quasi zero. Vasco Baroni è uno da vittorie quasi zero: una sola volta da professionista ha alzato le braccia al cielo per un successo, nel 1955 al circuito di Charleroi, in Belgio. Non proprio la Milano-Sanremo… Ma Baroni ha avuto l’onore di scortare due campioni puri, come Fausto Coppi e Hugo Koblet, in due stagioni di successi, come il 1953 del Campionissimo (tre tappe e classifica finale del Giro d’Italia e titolo mondiale a Lugano) e il 1954 dello svizzero (due tappe e il secondo posto al Giro dietro il connazionale Clerici). Era un lavoratore Baroni, umile (pare che a Bartali non riuscisse a dare neppure dal tu) e soprattutto innamorato della bicicletta: ha continuato a correre fino a un anno fa, prima che il male incurabile che lo ha portato via lo costringesse ad abbandonare quelle salite che amava domare. Vasco Baroni era innamorato anche della vita: rimasto vedovo, aveva una nuova moglie, Barbara, 36 anni appena, che meno di un anno fa lo aveva reso ancora una volta padre, a 82 anni, della piccola Tamara. Un ultima vittoria, prima di ritirarsi dalla corsa della vita, per colui che amava definirsi il gregario dei gregari.

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